Il rapporto medico-paziente è per definizione  “asimmetrico”, cioè completamente sbilanciato a favore del medico, prontuario vivente di risposte somministrate ad un paziente assoggettato alla sua volontà, a cui richiedere un totale “atto di fede“.  Da più parti si invoca la necessità di un nuovo “contratto sociale” per la medicina – come lo aveva definito il dott. Alberto Malliani, professore ordinario di Medicina Interna all’Università di Milano, che ha dato un contributo fondamentale alla Carta europea della professionalità medica.

Secondo Malliani, infatti, l’obiettivo di questo contratto sociale è “riscoprire il valore della professionalità del personale sanitario e garantire il buon funzionamento delle istituzioni“, messe oggi a repentaglio dalla crescente disparità tra i legittimi bisogni dei pazienti e le risorse disponibili.

Nonostante la situazione negli ospedali sia precaria ed emergenziale, “la persona malata perde la sua dignità e persino la sua identità“, consiederata alla stregua del numero del letto che occupa o l’organo dove la malattia lo ha colpito, come ha scritto di recente il professor Umberto Veronesi elogiando la forza e il coraggio della lotta al tumore di Emma Bonino in una lettera pubblicata sulle pagine di Repubblica.

A difesa delle persone malate, sono nate associazioni e organizzazioni private che hanno la mission di intercettare l’indignazione e la protesta delle vittime della malasanità. A volte queste incrinano ulteriormente il suddetto rapporto di fiducia, laddove sarebbe necessario un controllo non repressivo dei diritti e dei doveri delle parti, affinchè ogni medico verifichi che l’esito della sua diagnosi e della sua terapia sia positivo. Una nuova sanità, unica e dalla parte del paziente, infatti, è quella che auspica Domenico De Felice, medico ed opinionista di sanità sociale.

Per perseguire questo obiettivo di una “nuova sanità”, senza vincitori nè vinti, ma in costante dialogo, il nuovo canale ScegliereSalute  offre una ricca banca dati di informazioni immesse da utenti e medici, al fine di non generare contrapposizioni ma ricostruire un clime di fiducia e di collaborazione.