Il Governo giura che questa sarà la volta buona. E annuncia che dal 2016 “non dovrebbero esserci più alibi” per trasformare le idee contenute nell’Agenda Digitale (AgID) in progetti concreti realizzabili per nuovi servizi della PA Digitale che aiutino l’economia e snelliscano le lunghe e vituperate pratiche burocratiche di accesso ai servizi, come avviene quotidianamente nella Sanità.

Una sfida importante è quella che attende il Servizio Sanitario Nazionale all’indomani dell’entrata a regime del cosiddetto “Fascicolo sanitario elettronico” (FSE), potenzialmente in grado di migliorare il rapporto tra il cittadino e la propria salute. Solo a novembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo che impone alle Regioni di fare il fascicolo entro fine anno. Ma tra queste, solo Emilia Romagna, Lombardia e Provincia di Trento sono pronte a questa scadenza. Per tutte le altre occorrerà aspettare il 2016 e superare le ultime resistenze di alcune parti e obiettive complessità tecniche, a fronte di risorse aggiuntive inesistenti per le PA locali.

Che cos’è il Fascicolo sanitario elettronico? “Il FSE è l’insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l’assistito. Ha un orizzonte temporale che copre l’intera vita del paziente ed è alimentato in maniera continuativa dai soggetti che lo prendono in cura nell’ambito del SSN e dei servizi socio-sanitari regionali” – spiega AgID nella sezione “Sanità Digitale“.

Ovvero un luogo internet dove l’utente può vedere la propria storia medica,  i referti, gli esami, i farmaci assunti, ecc. Vi può anche accedere qualsiasi medico autorizzato nel Paese, anche di diverse regioni. Lo scopo del FSE è quello di semplifcare il quadro diagnostico e potenziare il controllo che ogni paziente può avere sui propri dati sanitari.

In attesa che il FSE diventi realtà, è opportuno che anche il personale medico acquisti consapevolezza dell’efficacia e dei benefici che questo strumento comporta. E ad aprirsi ai cambiamenti ineluttabili che la Sanità digitale porterà nei prossimi anni.