Il primo cardiologo del mondo, non a caso si chiama Migliore. Giuseppe Migliore, 40enne, siciliano originario di Caltanissetta,  cardiologo all’Ospedale Villa Sofia di Palermo, è stato premiato a fine 2014 negli Stati Uniti come “il migliore radialista dell’anno” durante il Congresso Aim Radial a Chicago. Giuseppe Migliore ha superato la concorrenza di un indiano e di uno statunitense, eseguendo ad arte un intervento di angioplastica coronaria ad accesso radiale anzichè coronale. Questa tecnica è stata appresa 12 anni fa all’ospedale Cisanello di Pisa e diffusa ora in tutta la Sicila.

La storia di questo giovane medico non è il solo caso di eccellenza medica italiana all’estero: di recente si è parlato del dott. Simone Speggiorin, 36enne, oggi considerato “il Re del bisturi” nel Regno Unito, dove è fuggito per scampare al precariato italiano. La loro storia funge da monito per i tantissimi giovani medici italiani e ricecatori che sono “intrappolati” in un sistema chiuso (baronato) e fortemente demotivante.

I casi di Migliore e Speggiorin, costituiscono solo uno spunto per affrontare il tema delle gravi carene e incongruenze della Sanità Italiana, che vede emigrare le sue giovani risorse la cui formazione è costata all’Italia decine e decine di migliaia di euro, e che vanno ad arricchire teniche e conoscenze di altri paesi.

Un ragionamento che è valido per tutti i settori, non soltanto in quello medico. Sul nostro blog prossimamente ospiteremo interventi di giovani medici che hanno lavorato e operato all’estero, ma che in Italia non trovano sbocchi o sono costretti ad apprendere i segreti della professione alla soglia dei 40 anni.

E’ un modo per dare voce a #labuonasanità e per chiedere un cambio di passo al Sistema Sanitario, una riforma organica dell’Università e l’ottimizzazione delle migliori risorse.

 

2 commenti
  1. Renzo
    Renzo dice:

    Senza togliere nulla a nessuno e specificatamente al bravissimo dott. Migliore, mi sembra che si stia esagerando su i geni che per esercitare sono costretti a recarsi all’estero .
    Non è mai passato a nessuno l’idea che i professionisti che lavorano negli ospedali Italiani sono tra i più bravi al mondo e che probabilmente una buona parte che è costretta ad esercitare all’estero non trova impiego in Italia perché non ha i requisiti?
    Per quanto riguarda il cuore, provate a porre queste argomentazioni ad un cardiologo interventista del Monzino oppure del San Raffaele o del Niguarda ecc.ecc.ecc. Cito ospedali di Milano perché è la città in cui risiedo, certamente riceverete risposte adeguate.

    • Giuseppe Lorusso
      Giuseppe Lorusso dice:

      Siamo perfettamente d’accordo con quanto scrive; la notizia ha avuto tanta risonanza sui media soprattutto perchè il dott. Migliore esercita all’estero ed è italiano. Abbiamo eccellenze in tutti i campi che operano in sordina negli ospedali italiani di cui andare fieri e che non balzano agli onori della cronaca: dobbiamo essere un po’ più “nazionalisti” e imparare ad esaltare chi opera in Italia.

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