Spesso i primi testimoni della violenza sui bambini sono gli operatori sanitari. E’ successo giorni fa a Maria, 16 mesi, portata d’urgenza alla Clinica Mangiagalli di Milano per una “brutta caduta” che le ha procurato venti calli ossei.

Secondo gli operatori sanitari, che hanno prontamente denunciato il caso al centro ospedaliero che si occupa di violenza domestica, la storia di Maria è esemplare perchè quei calli sono il segno di passate percosse.

Purtroppo in molti casi non è sempre facile far emergere la violenza sui bambini, che spesso restano inascoltati: per paura di raccontare qualcosa che non sarà creduto, per incapacità degli adulti riconoscere segnali importanti o a volte per semplice noncuranza. E il tempo passa lasciando segni indelebili su questi bambini.

Il problema del maltrattamento all’infanzia non è solo un fatto di etica, ma prima di tutto un problema di salute pubblica, come ci ricorda l’OMS. Inoltre la violenza sui bambini rappresenta anche un fattore di rischio di malattia elevato, oltre ad essere potenziale causa di lesioni gravi, traumi, disturbi della sfera sessuale, problemi psicologici e psichiatrici, disturbi post-traumatici, dipendenze, depressione, disturbi del comportamento alimentare.

La campagna “Invisibile agli occhi” punta a far conoscere la situazione reale degli abusi ai danni dei minori e fotografa un quadro emergenziale: in tutto il territorio nazionale, risultano essere presi in carico dai Servizi sociali italiani ben 91.000 bambini, perché vittime di maltrattamento.

Secondo un’Indagine condotta da Terres de Hommes e Cismai, in collaborazione con il Garante dell’Infanzia, “rispetto al totale dei bambini e adolescenti seguiti dai Servizi, i minorenni presi in carico per maltrattamento sono più numerosi al Sud e al Centro (rispettivamente 273,7 e 259,9 ogni mille) contro i 155,7 casi al Nord”.

Particolarmente esposte le femmine e gli stranieri. Tra le tipologie più frequenti di maltrattamento troviamo la trascuratezza materiale e/o affettiva (55% dei casi seguiti), la violenza assistita (19%) e il maltrattamento psicologico (14%). Mediamente ogni bambino maltrattato riceve almeno 2 tipologie di servizio di protezione e tutela, come assistenza economica alla famiglia (nel 27,9% dei casi), inserimento in comunità (19,3%), assistenza domiciliare (17,9%), affidamento familiare (14,4%), assistenza in un centro diurno (10,2%). I Servizi Sociali al Nord hanno una migliore performance, assistendo un numero maggiore di minori, e quindi riescono a svolgere una funzione anche di prevenzione, mentre al Sud e al Centro arrivano ai Servizi soprattutto i casi più gravi.

La violenza sui bambini, infine, è anche un fenomeno che ha costi impressionanti, fattore questo che dovrebbe spingere il Governo a riflessioni più incisive sulla sua prevenzione.

Il maltrattamento all’infanzia, infatti, genera interventi di protezione e/o cura delle vittime e tutta una serie di misure a caduta, che necessariamente si traducono in spesa pubblica, con un costo complessivo stimato in circa 13,056 miliardi di euro annui, ovvero lo 0,84% del Pil.