Oggi, 14 Novembre, si celebra la giornata mondiale del diabete. Una patologia molto comune, che se viene sottovalutata, può portare a risvolti davvero gravi. Le statistiche ci dicono che una persona su 11 nel mondo è affetta da diabete. Più di 400 milioni di persone ne soffrono e le previsioni ne ipotizzano più di 500 milioni nel 2030. Questo perchè appunto, gli stili di vita sempre più frenetici ed alimentazioni poco genuine, portano ad essere molto più predisposti. Nonostante la larga diffusione però, il diabete è poco conosciuto, tanto che ogni giorno girano fake news, con false notizie e metodologie di guarigione alquanto strambe (“per sconfiggere il diabete basta mangiare meno”). Per questo  motivo sin nel 1991 è stata istituita dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, una Giornata Mondiale del diabete che si celebra ogni anno il 14 Novembre. Per la Giornata 2018 dal 5 al 18 novembre saranno è previsto, in tutta Italia, un migliaio di iniziative legate alla conoscenza e alla prevenzione della patologia.

Un problema “di famiglia”

Nel 2017 questa malattia conta quattro milioni di morti in tutto il mondo. In Italia ci sono 3,7 milioni di persone con diabete e una su tre non sa di averlo. «Nel 2018 — dice Concetta Suraci, Presidente di Diabete Italia — il tema è la famiglia: il diabete è una malattia che può essere anche molto invalidante e tutti i familiari devono essere coinvolti nella prevenzione e nella gestione del diabete. L’80% del diabete di tipo 2, una patologia cronica che colpisce indipendentemente dal sesso e la cui incidenza aumenta con l’età, è prevenibile, a differenza del tipo 1, con l’adozione di uno stile di vita sano: buone abitudini alimentari e un’attività fisica adeguata. E il ruolo della famiglia è fondamentale per metterle in atto».

La gestione dei bambini e degli anziani

La gestione della malattia non è affatto semplice. Necessità una serie di controlli, che per bambini ed anziani devono essere necessariamente più frequenti.«Pensiamo ai bambini con diabete — continua Suraci — ma anche agli anziani da portare a visite ed esami. Si stima che 20 miliardi siano i costi diretti e indiretti della malattia: la voce più alta è quella dell’ospedalizzazione (circa 7 miliardi) ma pesano anche le assenze dal lavoro (5 miliardi) e i prepensionamenti (7 miliardi)». «I bambini con diabete – aggiunge Ivana Rabbone, vice presidente Siedp Società italiana endocrinologia e diabetologia pediatrica – soffrono quasi tutti, il 93%, del tipo 1, ovvero quello autoimmune, non prevenibile e curabile con l’insulina. La diagnosi precoce è fondamentale e i genitori devono stare attenti a sintomi ben precisi: se un bambino beve molto, va spesso a urinare e dimagrisce bisogna consultare subito il pediatra, che con una piccola goccia di sangue prelevato dal dito può fare la diagnosi. Il diabete è una patologia che coinvolge tutta la famiglia: è comune fra i genitori dei piccoli pazienti parlare di “diabete di tipo 3”, ovvero quello dei familiari di un bambino affetto da diabete, che vivono la gestione della malattia come fosse la loro».

Le complicanze a livello sessuale

Innumerevoli gli effetti e le malattie correlate al diabete, anche quelle legate alla sfera sessuale. «Il diabete — spiega Nicola Mondaini, Consigliere nazionale della Sia, Società italiana andrologia – ha effetti importantissimi nella disfunzione erettile che anzi nella grande maggioranza casi nelle persone più giovani è proprio un sintomo tipico del diabete. Altri sintomi che potrebbero far pensare al diabete sono l’eiaculazione retrograda e la fimosi del pene. Purtroppo gli uomini sono molto restii a rivolgersi all’andrologo e quindi è anche più tardiva la scoperta della malattia. Pochissimi co fanno una visita in assenza di sintomi e chi ha qualche disturbo aspetta anche fino a tre anni per prenotare una visita specialistica. Quello tra uomo e andrologo è un rapporto che va assolutamente valorizzato e promosso».

Prevenzione

E’ fondamentale eseguire il test per la misurazione dell’emoglobina glicata (HbA1c). Si tratta di un nuovo test che alcuni diabetologi utilizzano per diagnosticare e controllare la patologia. In pratica si considera l’emoglobina presente nei globuli rossi e la quantità di zucchero ad essa collegata. Maggiore è il valore e maggiore è la quantità di zucchero, il che incide sul rischio di soffrire di questa patologia (dopotutto il diabete è un aumento della concentrazione di zuccheri nel sangue). Cercare di prevenire la malattia è l’unica via per scongiurarla, ma per essere tranquilli, è sempre meglio fare un controllo specifico. Un ruolo fondamentale lo svolgono le farmacie: «Le farmacie operano sul territorio — ricorda Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm — ed è loro compito anche procedere ad azioni di prevenzione e assistenza alla popolazione, al fine di garantire l’effettiva presa in carico dei cittadini-pazienti, in stretta collaborazione con i medici di base e gli specialisti con un lavoro di rete organizzata. La Giornata mondiale del diabete è una ulteriore occasione per operare in tal senso e per dimostrare, ancora una volta, che il prezioso ruolo del farmacista è indispensabile per garantire i migliori processi di cura ai bisognosi».