Mangiare sano migliora la qualità della vita. Si, lo sappiamo che oramai questa frase l’abbiamo sentita fin troppe volte, tanto dal sembrarci a volte stucchevole, e sappiamo che per quanto possiamo utilizzarla un pomodoro fresco non ci sembrerà mai gustoso come una vaschetta di patatine fritte. Non è detto però che mangiare sano voglia dire necessariamente abolire definitivamente dei cibi “sfiziosi”, bensì inserire nella nostra dieta piccoli accorgimenti salutari, ci permetterà di goderci a cuore un po’ più leggero gli “sgarri”.

L’healthy food è fondamentale non “solo” per essere in forma, ma anche perché mangiare cibi sani, che ben si adattano al nostro organismo, è scientificamente testato che possa essere un formidabile alleato per il miglioramento del nostro umore. Senza contare che una dieta equilibrata e la rinuncia alle cattive abitudini come fumo e troppo caffè aiutano a superare l’insonnia e altri disturbi.

Vi proponiamo 10 consigli utili per una dieta più equilibrata e healthy:

1. Assumi tante fibre

Avete mai sentito dire che l’intestino è un po’ il nostro secondo cervello? Beh questo assunto dipende dal fatto che da esso dipendano molte delle nostre difese immunitarie. Non è un caso che chi è stressato o ansioso soffre spesso di colon irritabile. Un corretto funzionamento del nostro intestino invece ci permette un concreto catalizzatore salutare a tutto l’organismo. Possiamo trovare fibre nelle verdure fresche, nella pasta e nel riso. Ma l’apporto sostanzialmente più utile per il nostro organismo arriva effettivamente dalle verdure fresche di stagione (specialmente quelle a foglia verde) perché ricchissime di vitamine e sali minerali.

2. Meno zuccheri

Questa vi suonerà strana, chi non ha divorato un barattolo di Nutella dopo una rottura amorosa? Chi non si sentirebbe più felice davanti ad un enorme torta?

Nonostante i dolci aumentino effettivamente i livelli di serotonina ed appiano un influsso diretto positivo sull’umore, troppi zuccheri possono provocare dipendenza. Mangiando troppo spesso i dolci per compensare stati emotivi negativi come tristezza o stress si rischia infatti di avere un risultato inverso. Un eccesso di zuccheri è nemico di qualunque dieta, intesa non come regime dimagrante ma come insieme di buone abitudini alimentari da adottare giorno per giorno.

3. Più vitamina D

La vitamina D è responsabile della riattivazione della serotonina, l’ormone della felicità citata pocanzi. Si sintetizza anche attraverso l’esposizione al sole, ma è importante aumentarne la presenza nel corpo attraverso cibi specifici, come le uova, i formaggi freschi o il pesce, come il salmone.

4. Meno caffè

Un eccessivo apporto di caffeina nel nostro organismo può portare ad uno stato di sovra-eccitazione che può sfociare in ansia, irritazione e disturbi del sonno. Per questo si consiglia di non prendere più di 2 caffè al giorno, e possibilmente entro il primo pomeriggio.

5. Varietà a tavola

Più eterogenea è la nostra alimentazione, tanto più il nostro organismo avrà un corretto apporto di ogni tipo di nutriente utile. Pasta, carne, pesce, pane, formaggi, frutta, verdura…nessun cibo fa male in se, nessun cibo è un toccasana miracoloso. La vera soluzione per un’alimentazione sana è l’inserimento e l’equilibrio di tutti questi cibi, in maniera corretta. Se hai bisogno di dimagrire, non affidarti a quelle diete settimanali drastiche che indeboliscono e danno risultati immediati solo di breve periodo.

6. Piccoli spuntini con frutta secca

Mandorle, nocciole, noci e semi contengono oligoelementi e fibre che regolano la glicemia, contrastando eventuali picchi o cali da cui dipendono improvvisi cambi di umore. La frutta e i semi secchi, come quelli di zucca o di chia, contengono sali, vitamine e acidi grassi come gli Omega-3, che migliorano la salute del cuore.

7. Una banana al giorno toglie il…dolce di torno

Le banane sono “portatrici sane” di zuccheri complessi, gli stessi che ingeriamo con i dolci e che tanto ci appagano quando li gustiamo. Mangiando una volta al giorno questo frutto tropicale oramai comune sulle nostre tavole, possiamo annullare il desiderio di ingerire dolci “complessi” oltre ad apportare al nostro organismo potassio, magnesio e minerali che fanno bene a cuore e tessuti muscolari.

8. Anche le spezie sono un cibo sano

Ci sono spezie che possiamo chiamare superfood, per il grande apporto di nutrienti che danno all’organismo. Zenzero, pepe, curcuma, cannella, cumino e peperoncino stimolano le endorfine, gli ormoni del buonumore, oltre ad essere dei perfetti anti-infiammatori e antiossidanti che combattono l’invecchiamento cellulare.

9. Mangia cioccolato, ma fondente

Rispetto agli altri tipi di cioccolato, quello fondente non contiene zucchero e grassi. In più, stimola la produzione di serotonina, che regola sonno e attività sessuale e della feniletilammina, la sostanza chimica che il cervello produce quando ci innamoriamo.

10. Spremute di agrumi meglio dei cocktail

Una birra fresca, uno spritz, un bel cocktail fresco sono sicuramente una goduria quando ci si vuole rilassare, ed uno o due non sono neanche da vietarsi. L’importante è non esagerare, e ricordarci che spesso delle spremute di agrumi come arance, limoni e pompelmo possono essere altrettanto “goduriosi” oltre che apportare al nostro organismo tanta vitamina C.

PERCHÉ CONTRASTARE LE RUGHE NON SERVE

Partiamo subito da una premessa: le rughe non sono una malattia, dalla quale si possa guarire.
Sono il frutto di un naturale processo di invecchiamento della pelle che non può fermarsi, né regredire. La vita che noi conosciamo va in una sola direzione, il mondo dove viviamo funziona così. Le strade percorribili per il trattamento delle rughe quindi sono solo due: chi ne propone altre è un sognatore o un imbroglione.

LA PRIMA STRADA: IL TRATTAMENTO ESTETICO DELLE RUGHE

La prima strada percorribile nel trattamento delle rughe è dettata da legittime ragioni estetiche, riguardanti la cura del proprio aspetto. Consiste nel nascondere i segni dell’invecchiamento del viso, così come delle mani e di altre parti del corpo.

  • Trucchi e creme di bellezza
    Questi prodotti vanno preparati correttamente, nel rispetto delle leggi e delle norme che ne tutelano la sicurezza. L’abbiamo imparato a nostre spese, ammaestrati dai disastri causati da cosmetici sbagliati. Per fortuna non succede più. Succede, invece, che qualcuno creda ancora ciecamente nella sicurezza dei prodotti biologici, spesso fatti in casa con erbe e altri ingredienti naturali.La pelle non è solo un manto protettivo: è anche una via di assorbimento delle sostanze con le quali viene a contatto. A differenza dell’apparato digestivo, dove gli alimenti sono preventivamente sterilizzati e scomposti in componenti utilizzabili in tutta sicurezza, l’apparato cutaneo li immette spesso in circolo come tali. È facile immaginare le conseguenze che ne possono derivare in termini sia di allergie, sia di altri effetti tossici, anche gravi. Sono nozioni elementari, riguardanti il proprio corpo e il suo funzionamento, che tutti dovrebbero avere.

 

  • I peeling
    Rientrano in qualche modo nella cura del proprio aspetto gli alfa idrossidi e altri acidi d’origine naturale, che esercitano un blando effetto abrasivo, detto peeling. Liberando la pelle dalle scorie che la irrigidiscono, ne favoriscono la distensione, soprattutto a livello delle piccole rughe attorno all’occhio. Funzionano, ma è bene non esagerare per non rimuovere anche il secreto fisiologico, che protegge la cute.

 

  • Chirurgia estetica, laser, silicone e botulino
    Oltre si passa alla chirurgia estetica, che col laser ha raggiunto vette impensabili appena pochi anni fa, e alle infiltrazioni di silicone o di tossina botulinica. Gli effetti estetici sono appariscenti, ma momentanei e seguiti, alla loro cessazione, da un rimbalzo di segno opposto: il cosiddetto rebound, che comporta una ripetizione del trattamento a dosi crescenti.

LA SECONDA STRADA: IL RAFFORZAMENTO DELLE CAPACITÀ INTERNE DELLA PELLE

La seconda strada al trattamento delle rughe parte da queste constatazioni: il nostro organismo è costituito da tessuti vivi, capaci di rigenerarsi e di riparare i danni subiti.

Nella giovinezza la rigenerazione prevale sull’usura, nella maturità i due processi si equivalgono, nella senescenza prevale l’usura, o misrepair come è stata chiamata (Wang-Michelitsch e Michelitsch, 2015). Quindi la seconda strada punta sul rafforzamento fisiologico delle capacità rigenerative insite nella pelle stessa.

Si tratta di un processo che si basa non sul contrasto aggressivo delle rughe, ma sul nutrimento della pelle, nei suoi naturali processi di cambiamento. È un approccio naturale, che si rifà alla medicina della salute, che si pone come alleata dell’organismo e che, alla lunga, è l’unica valida soluzione.

  • Gli idratanti
    Gli idratanti, in inglese moisturizers, sono rappresentati da creme e altre preparazioni topiche ricche d’acqua, che assorbita attraverso la cute ne combatte la secchezza. L’idratazione della cute è molto simile (a parte la diversa modalità di somministrazione) alle soluzioni fisiologiche raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per combattere le disidratazioni sistemiche.

 

  • Le vitamine
    Seguono le vitamine e altri elementi essenziali per lo svolgimento di tutti i processi fisiologici, inclusi quelli cutanei. Tra le prime svettano i retinoidi, che hanno effetti ben documentati. Purtroppo nel passato sono stati impiegati in quantità eccessive, che violano una legge basilare: “la dose fa il veleno“. Fortunatamente è storia passata, perché oggi la legge sui cosmetici ne impone l’impiego a dosi sicure.

 

  • L’acido ialuronico
    L’acido ialuronico appartiene invece ai glicosaminoglicani, una classe di sostanze endogene coinvolte nell’integrità strutturale e nel bilancio idrico dei tessuti. È impiegato come rassodante (filler) del viso, col vantaggio di un effetto trofico (che riguarda la nutrizione dei tessuti organici) che va oltre quello meramente meccanico.

 

  • Il collagene
    Il collagene appartiene alle sostanze che intervengono sulle rughe rafforzando la cute. Oltre a essere la principale materia prima dell’organismo, il collagene è unico per la molteplicità delle funzioni che svolge e delle conformazioni che assume: è elastico nella cute e nei capelli, consistente nelle unghie, fluido nelle secrezioni, nelle mucose si trasforma in un velo che lubrifica e protegge.Questa sostanza ha la capacità di fungere prima da supporto, poi da nutrimento dei cheratociti poiché, svolte le funzioni sopra elencate, si disgrega nutrendo i tessuti, che rirendono a tesserne la trama.Il collagene garantisce la salute della pelle, ma purtroppo è soggetto a una perdita continua, che va rimpiazzata.I prodotti a base di collagene sono perciò particolarmente indicati per il trattamento delle rughe poiché supportano la cute nel processo di rinnovamento cellulare e di sintesi proteica, necessarie per contrastarne l’invecchiamento.Il collagene, essendo una proteina, non può essere assunto come tale, perché evocherebbe una reazione di rigetto, potenzialmente auto aggressiva. Esso va assunto sotto forma di collagene parzialmente idrolizzato, in modo che l’organismo possa agevolmente scomporlo nei suoi componenti elementari, gli aminoacidi, da utilizzare per riprodurlo al proprio interno dove e come serve (Silvestrini e Kirshner, 1998) e contrastare internamente l’invecchiamento cutaneo e le rughe.Il collagene può essere assunto per via orale e, in questo caso, la conformazione e la classe di appartenenza iniziali sono irrilevanti. Per la via topica, che sfrutta anche l’azione protettiva iniziale del collagene, è invece preferibile quello di pesce, detto marino (Silvestrini e Bonanomi, 2014).Gli studi sul collagene sono stati particolarmente approfonditi nella seconda metà del secolo scorso, quando si è diffuso il suo impiego contro la fragilità delle unghie.

Venne poi scoperto il suo effetto benefico per i capelli e l’apparato osteoarticolare (Benito Ruitz et al., 2009, Rennie, 1999; Silvestrini e Kirshner, 1998, ecc.). Infine si passò alla cute (Sumida, 2004; Proksch et al., 2014), il manto che riveste il nostro organismo, che il collagene protegge e nutre. Il collagene lo nutre perfino attraverso la fotosintesi della vitamina D, un processo che ingenuamente si riteneva confinato ai primordi vegetariani della vita (Cianferotti e Marcocci, 2010).

QUALE TIPO DI APPROCCIO SCEGLIERE

Per tornare all’inizio del nostro articolo, potremmo dire che bloccare le rughe è “naturalmente” impossibile, poiché si tratta di tentare di contrastare un processo naturale.
L’approccio sicuramente più lungimirante è quello che “comprende”, ovvero che considera il nostro organismo come un meccanismo in continuo cambiamento, con processi che naturalmente si sviluppano.

Si tratta quindi di curarlo giorno per giorno, secondo quelle che sono le linee guida della “Medicina della salute”, la quale a sua volta s’ispira a un principio filosofico, prima che medico: “Il male si combatte col bene”.

Anche la cura della pelle si inserisce in questo approccio: “nutrirla” adeguatamente tramite l’alimentazione e il ripristino dei suoi elementi base, la renderà in grado di affrontare efficacemente il naturale invecchiamento, rallentandolo e aumentando il processo di rinnovamento cellulare.
Un nuovo modo di affrontare le rughe, ma in fondo un modo sano e alleato della salute… e della vita.

I numeri dello sport parlano chiaro: le iscrizioni a svariate attività sportive risultano essere in aumento rispetto agli anni precedenti. Lo conferma il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) che, insieme all’Istituto nazionale di statistica (Istat), ha portato a termine uno studio riguardante la pratica sportiva in Italia.

Prendendo come metro di paragone un arco temporale 2017-2018, la ricerca evidenzia che, con riferimento alle affiliazioni e ai tesseramenti si contano 4 milioni e 703 mila atleti tesserati, il numero più alto mai registrato con un incremento del 2,7%, maggiore infatti a confronto dell’anno scorso.

Molteplici sono i fattori che hanno trainato positivamente nel 2017 lo sviluppo delle pratiche sportive, agonistiche ma non solo. La continua introduzione di nuove discipline emergenti ha influenzato, per esempio, di molto tale crescita.

Tuttavia, non bisogna dimenticare che praticare esercizi fisici costanti genera numerosi benefici per il nostro corpo e la nostra mente.

“Mens sana in corpore sano”, disse il poeta e retore romano Giovenale. Ed è proprio così perché è stato dimostrato che svolgere attività fisica è un ottimo modo per prendersi cura di sé, mantenersi attivi e valorizzare il proprio corpo, rigenerandosi e sfogando in modo positivo le piccole tensioni che inevitabilmente sopraggiungono ogni giorno.

Una camminata giornaliera di venti minuti, prendere le scale, il nuoto, la pallanuoto… Qualsiasi tipo di movimento che apportiamo al nostro corpo si traduce in un forte beneficio per la nostra salute. Ma non solo.

La rivista scientifica Biological Psychiatry ha pubblicato recentemente uno studio che ha dimostrato una forte correlazione tra la partecipazione a qualsiasi tipo di sport di squadra ad una minore probabilità di depressione nei teenager e a modificazioni nella struttura del loro cervello.

In particolare, i ricercatori della Washington University hanno analizzato un campione di 4.191 bambini di 9 e 11 anni, i cui genitori hanno fornito indicazioni essenziali sulla partecipazione dei loro figli ad attività sportive e su eventuali sintomi depressivi. Successivamente sono state svolte delle scansioni cerebrali a questi bambini con dati sul volume del loro ippocampo, area del cervello importante per la memoria e l’umore.

Lo studio ha scoperto che il coinvolgimento in particolari sport è correlato ad un aumento del volume dell’ippocampo e alla riduzione della depressione nei giovanissimi. Le relazioni, inoltre, erano forti soprattutto in coloro che facevano parte di squadre scolastiche e associazioni sportive rispetto a chi aveva un impegno più informale nelle attività fisiche.

Ciò si è riscontrato, e si riscontra tutt’ora, sicuramente anche grazie alla maggiore interazione sociale e regolarità che comporta il lavoro in team.

Non è comunque ancora chiaro se il partecipare agli sport porti ad una totale e concreta diminuzione della depressione. Ad ogni modo, i risultati della ricerca stimolano nuovi lavori sulla prevenzione ed il trattamento di una condizione grave nei bambini.

La depressione è una brutta malattia che, secondo i dati Istat, in Italia colpisce 2,8 milioni di persone, e i valori raddoppiano se si parla di bambini, specialmente alunni disabili il cui numero aggirerebbe intorno ai 170mila.

Un altro sondaggio internazionale condotto da Sodexo, società che si occupa di servizi finalizzati a migliorare la qualità della vita, dimostra che su oltre 4 mila studenti universitari i giovani italiani sono i più insoddisfatti della propria vita. Tra le principali preoccupazioni dei giovani ci sono il carico di lavoro e i troppi impegni.

Bisognerebbe incitare, pertanto, le strutture scolastiche ed universitarie ad incrementare maggiormente nel loro piano di studi attività extracurriculari comprendenti lo sport. Alcune lo stanno già facendo ormai da tempo, come le università LUISS Guido Carli, la Sapienza e Bocconi.

Fonte Health Online

Scopri il libro in download gratuito

Le stime più recenti indicano che nel 2017 quasi 11 milioni di persone nel mondo hanno perso la vita per malattie causate da una dieta inadeguata. Soprattutto a causa di malattie cardiovascolari e, in misura minore, per tumori, diabete e patologie renali. In Italia la percentuale di bambini e adolescenti obesi è quasi triplicata negli ultimi 45 anni: un bambino su 10 è obeso e uno su 5 è in sovrappeso (uno su tre in Europa). Senza dimenticare che più di un terzo degli italiani adulti pesa troppo. Il volume «Alimentazione e salute» (scaricabile gratuitamente nell’area download del sito di Fondazione Umberto Veronesi) informa in modo autorevole sui sani e corretti stili di vita legati alle abitudini alimentari e all’attività fisica. Redatto usando la formula «domande e risposte» fornisce in modo semplice informazioni concrete, sfata falsi miti e credenze e risponde ai quesiti più diffusi.

E pensare che si potrebbero evitare 3 tumori su 10 con una corretta alimentazione

«Sappiamo che esiste una precisa relazione tra dieta e malattie cardiovascolari o tumori. La realizzazione di questo testo mira a informare la società civile in maniera rigorosa basandosi su dati ed evidenze scientifiche – dice Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Umberto Veronesi -. Con la giusta alimentazione si può prevenire almeno il 30 per cento delle neoplasie e se in Italia è la dieta mediterranea ad essere un valido strumento a favore di longevità e salute, esistono altri regimi alimentari, nel mondo, che costituiscono un modello nutrizionale altrettanto efficace. Quel che è certo è che non esistono cibi miracolosi, e il libro spiega quali sono le false promesse nascoste dietro abili campagne di marketing, né diete salvavita: l’alimentazione corretta deve essere inserita in una strategia generale sugli stili di vita che includa l’attività fisica e l’abolizione del fumo».

Un uovo di Pasqua fatto in casa è una valida alternativa a quelli confezionati, che permette di scegliere con cura gli ingredienti, il cioccolato, soprattutto, ma anche la frutta secca a piacere, con la quale arricchirlo, oppure delle scorzette di arancia candita, con i quali realizzarlo. Non richiede procedimenti complessi, solo un po’ di tempo a disposizione e alcuni utensili da cucina.

LE PROPRIETÀ DEL CIOCCOLATO

È di certo un alimento di cui non bisogna abusare, ma il cioccolato, se fondente (almeno 70%) e con poco zucchero (o senza) non fa male, anzi. Il suo contenuto di antiossidanti esercita una funzione protettiva sull’organismo; i flavonoidi aiutano a combattere invecchiamento, infiammazioni e ipertensione. Il cioccolato è inoltre ricco di sali minerali come magnesio, ferro, fosforo, potassio. L’apporto calorico è molto elevato e si aggira sulle 500 kcal per 100 g, tuttavia, per cui il consiglio è sempre quello di consumarne una piccola porzione.

Vi piacerebbe imparare a prepararlo? Vi consigliamo questo link di Giallo Zafferano: https://ricette.giallozafferano.it/Uovo-di-Pasqua-al-cioccolato-fondente.html

Le piaghe dell’umanità si potrebbero riassumere tranquillamente in 3 categorie: guerre, carestie e persone che russano. L’ultima pur essendo probabilmente la più diabolica di tutte, per fortuna è di molto più semplice risoluzione. Noi di ScegliereSalute vogliamo aiutarvi a conoscere meglio questo fenomeno, sfatare qualche falso mito e proporvi delle semplici soluzioni per debellarlo.

Perchè si russa?

Il russamento, in poche parole, potremmo riassumerlo con delle “mini apnee respiratorie”. Quando si russa, si manifesta una difficoltà nel far passare l’aria in fase di inspirazione, legata al restringimento parziale delle prime vie aeree. Quando appunto questo restringimento diventa completo, parliamo di apnea. Il russamento non è altro che il preludio di tale apnea. Questo evento può dipendere da diverse nature, sempre legate alle vie aeree: problematiche nella gola, o nel tratto oro-faringeo. L’aria, non defluendo liberamente, fa vibrare i tessuti, provocando il famoso rumore tanto odiato.

Ma chi russa?

Il russare è una problematica prevalentemente vissuta dagli uomini e quindi passivamente dalle donne. Fino ai 55 anni infatti è molto difficile che una donna possa soffrire di questa problematica. Dopo la menopausa però i cambiamenti ormoniali portano le percentuali molto vicine ai livelli degli uomini. Con l’arrivo della menopausa la donna non ha più la protezione degli ormoni femminili che da una parte stimolano l’attività respiratoria e dall’altra le impediscono di “mettere ciccia” dove in genere lo fa l’uomo e cioè sul collo. Dopo i 55 anni il russare è così diffuso, da arrivare ad interessare una persona su 5, quindi il 20% della popolazione.

Quali rischi per la salute?

Quando si russa molto profondamente, come abbiamo già detto, si cade in vere e proprie apnee respiratorie. Il reiterarsi di questo evento può portare a malattie cardiovascolari ed aumentare addirittura il rischio di infarto, visto che il sangue viene ossigenato più scarsamente. Anche in questo caso sono gli uomini ad avere la peggio, visto che nelle donne risultano apnee molto più leggere e meno prollungate.

Oltre ai problemi cardiovascolari, una forte attività di russamento può portare anche problematiche nella qualità del sonno notturno. In genere si dice che la sindrome di apnee ostruttive e il russamento sono causa di sonnolenza diurna.  L’associazione apnee e sonno durante il giorno è molto vera per gli uomini. Le donne che russano tendono invece a soffrire di insonnia.

Inoltre il russamento può portare ad altre problematiche non sospette come: la nicturia (cioè svegliarsi spesso di notte a fare pipì: questo è frequente in entrambi i sessi); cefalea mattutina (molto più frequente per le donne).

Si può smettere di russare?

Si, ci sono sia dei metodi clinici per agevolare le vie respiratorie, che dei piccoli trucchetti per migliorare la situazione.

Seguire una dieta corretta è sempre una panacea per tutti i mali, compreso il russare. L’accumulo di grasso già di per sè grava sulle notre capacità respiratorie. Ancor più se pensiamo che dopo i 50 anni, questo si deposita per il 10% nella zona del collo, dalla quale come facilmente possiamo immaginare, passano gran parte delle nostre vie respiratorie, che quindi possono essere occluse.

Dormire su un fianco. Per non russare va evitata la posizione supina perché questa postura tende ad abbassare i tessuti molli nella parte posteriore della gola impedendo il passaggio dell’aria. Girandosi su un fianco il problema si attenua e si riduce il rischio di russare.

Un altro trick molto utile è sollevare la testa. Certo non vi proponiamo di dormire in piedi come i cavalli, però dormire con un doppio cuscino o alzando lo schienale del letto di una decina di centimetri riduce il rischio di russamento perché in questo modo non si ostacola la trachea e si evita che le vie aeree superiori si restringano.

La tecnologia, come in tutti i campi, ci viene anche qui incontro. Sono in commercio infatti, dei bite (da apporre come un apparrecchio sui denti) che vengono utilizzati quando il russare è provocato da una particolare conformazione della mandibola: questo apparecchio sposta in avanti la mandibola facilitando così il passaggio dell’aria.

Non bere alcolici e non fumare L’alcol rilassa il corpo favorendo il russamento notturno perché i muscoli della gola si distendono e perdono tonicità. Mentre il fumo sappiamo bene che pregiudica le nostre capacità respiratorie e…..fate 1 + 1 dai.

Insomma, debellare il russamento si può, magari non si eliminerà del tutto, ma possiamo imparare a fare del bene a noi e a chi ci dorme vicino.

 

 

Nutraceutica è un neologismo nato negli ultimi anni ’80 dall’unione di: “nutrizione” e “farmaceutica” coniato da Stephen de Felice

I nutraceutici sono quei principi nutrienti contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute. Si trovano in natura, ma la trasformazione industriale tende ad azzerarli. I nutraceutici possono essere estratti, sintetizzati e utilizzati per gli integratori alimentari, oppure addizionati negli alimenti. Più raro è trovarli negli alimenti in maniera naturale e in quantità sufficienti ad ottenere dei benefici.

Gli alimenti nutraceutici vengono comunemente anche definiti alimenti funzionali, alicamenti, pharma food o farmalimenti.

Dallo Yogurt alla Curcuma

La nutraceutica è una disciplina emergente che studia i principi attivi contenuti nei cibi e nelle piante e che associa la nutrizione a un approccio farmacologico. Il cibo non è più solo visto come alimento, ma come una vera e propria “medicina”. Alimenti naturali come cacao, curcuma, olio extravergine d’oliva, broccoli, pesce azzurro ecc contengono principi attivi, che mixati insieme possono essere un vero toccasana per la nostra salute.

I nutraceutici possono essere assunti sia sotto forma di alimento naturale, sia come “alimento arricchito” di uno specifico principio attivo (esempio il latte addizionato con vitamina D) o in forma di integratori alimentari in compresse. Gli esperti però insistono sul fatto che si debba dare una maggior attenzione a partire dalla filiera alimentare che poi porta il prodotto sulla nostra tavola. Sarebbe sempre meglio conoscere le sostanze di ogni singolo alimento, per poter calibrare al meglio la nostra alimentazione e quindi la nostra salute. Gli integratori possono essere un buon compromesso, ma non posso sostituirsi ad un’alimentazione corretta, ma al massimo…appunto…integrarla.

Come posso iniziare una dieta nutraceutica?

Per arrivare a un invecchiamento di successo i ricercatori stanno raccogliendo informazioni sugli stili di vita dei centenari in alcune zone blu come le comunità sulle Madonie o i monti Sicani in Sicilia, alcune zone del Cilento, o le più conosciute Sardegna e isola di Okinawa in Giappone.

Ad oggi però costruirsi su misura una dieta nutraceutica non è semplice come farci un piatto di pasta. Ancor oggi non si conoscono nel dettaglio tutte le sostanze contenute in un alimenti, soprattuto i più complessi. Sappiamo sicuramente che il pesce contiene omega-3 utile per tenere a bada il colesterolo nel sangue e per la protezione del cuore. Ma è pur vero che il pesce non è un portatore naturale di questa sostanza, bensì, li assume dalle alghe che abbondano di questo antiossidante.

 La curcuma, ad esempio, è un potente antinfiammatorio, ma è evidente che nella nostra dieta non abbondiamo di curcumina come succede in altre zone del mondo. Le alghe marine sono ricche di omega-3, rappresentano il 20% dell’alimentazione della popolazione di Okinawa dove sono usate come un’insalata: non sono certo una raffinatezza culinaria, sono considerate un cibo povero (ricco però di sostanze che ci fanno stare meglio) e non fanno parte della nostra dieta. Il nostro problema è che oggi la dieta mediterranea sembra legata soprattutto al marketing e vengono trascurati i valori nutrizionali degli alimenti che forse andrebbero meglio evidenziati in etichetta.

Cosa fare per migliorare l’alimentazione?

Il trucco è quindi informarsi il più possibile sulle qualità di ogni singolo alimento, e se non si ha tempo modo di farlo, farsi aiutare da professionisti del settore che sanno come meglio comportarsi a tavola. Per il momento la nutraceutica è una disciplina in forte crescita che presto potrà dare i suoi frutti, portandoci ad una vera e propria ottimizzazione della nostra dieta. Ad oggi il consiglio è, mangiate sano ed alla larga dalle mode del momento, che spesso in poco tempo vengono smentite.

 

Winter is coming…lo sappiamo bene, ed i primi ad accorgersene sono stati i nostri piedi. Oramai abbiamo imparato bene a coprirci, le nostre case sono sempre ben riscaldate, abbiamo coperte, copertine plaid, tisane bollenti, pantofolone e cuscini riscaldati. Ma se c’è una regola scritta, è che appena ci mettiamo nel letto, i nostri piedi si congelano, non per tutti, ma sicuramente per molti di noi. E quando i nostri piedi riescono ad avere una temperatura quantomeno accettabile, ci pensa il partner a darci dei brividi di freddo sfiorandoci nel letto con i piedi con temperature simili agli 0 gradi.

Avvertire freddo alle mani e ai piedi è una sensazione molto diffusa, soprattutto per il sesso femminile. Le mani e i piedi freddi possono essere un disagio legato alla maggiore sensibilità verso il freddo ambientale. In altri casi meno frequenti rappresentano dei sintomi patologici ben precisi.
Dal punto di vista fisiologico, le mani e i piedi freddi sono il risultato da un fenomeno chiamato vasocostrizione o vasospasmo. In parole povere, l’organismo contrasta il freddo atmosferico riducendo l’afflusso di sangue alle periferie, in modo da ridurre la perdita di calore corporeo.

Ecco, noi di ScegliereSalute, ci teniamo che i vostri piedi siano sempre belli al calduccio e quindi abbiamo stilato questa lista di 10 semplici consigli, per riscadare al meglio le vostre “estremità”:

  1. Smettere di fumare – oltre a far sicuramente bene per la salute in generale, nello specifico la nicotina ha un effetto di vasocostrizione nel nostro sangue, che compromette la normale circolazione sanguigna. Lasciare le sigarette, vuol dire lasciar lavorare meglio i nostri vasi sanguigni, con un bel vantaggio per la nostra omogenea temperatura corporea.
  2. Bere alcool – ebbene si, in Russia ne sanno qualcosa, non a caso la vodka è la bevanda più venduta nel nord Europa per distacco ma….attenzione: il troppo storpia. Infatti è sufficiente un mezzo bicchiere di vino (sempre a patto che non faccia troppo freddo e che lo si faccia a stomaco non vuoto), per avere dei benefici nella circolazione sanguigna e della temperatura corporea.
  3. Sgranchirsi – Non è un caso che il freddo arrivi quando stiamo fermi, il non movimento fa andare il nostro corpo in stato di risparmio energetico, rallentando anche la circolazione. Sgranchire piedi e mani ogni tanto può ricordare al corpo che “ehi siamo vivi, vedi di darci un pò di sangue caldo!”
  4. Evitare alcuni sport – pensavate che fare dello sport fosse la panacea di tutti i mali? Quasi sempre, ma in questo caso no. Ci sono determinati sport come immersioni subacquee e ciclismo che possono essere dannosi nei mesi invernali. Nel ciclismo ad esempio durante la pedalata, il sangue defluisce per la maggior parte in cosce e glutei, lasciando le estremità con meno afflusso e quindi a rischio raffreddamento.
  5. Dieta – sappiamo che questa parola è un vero e proprio spauracchio per molti, ma una dieta corretta fa sempre bene, in Estate come in Inverno. Con alimenti che ci aiutano a gestire pressione bassa, anemia e disidratazione, il corpo ne gioverà in tutto il suo metabolismo, e quindi anche nella circolazione.
  6. Check up medico – spesso la problematica dei piedi freddi può dipendere anche da patologie di cui non siamo a conoscenza di soffrire. Per questo è importante fare sempre una visita di controllo per scongiurare qualsiasi problema. Possono causare tali problemi malattie come: ipotiroidismo, ateropatia periferica e sindrome di Rynaud.
  7. Non coprirsi troppo – strano vero? Ma coprirsi con 200 strati non da nessuna certezza di essere più caldi. Mettere troppi calzini ad esempio può creare una pressione troppo forte sul piede, tanto da provocare un rallentamento del flusso sanguigno e quindi sensazione di freddo. Insomma una giusta copertura può bastare. Diventare omini Michelin non migliorerà la situazione.
  8. Evitare il caffè – se siete degli amanti del caffè e ne bevete più di 3 al giorno, beh…non lamentatevi se avrete dei piedi freddi. Il caffè infatti, pur essendo eccitante è anche un potente vasocostrittore e rischia di lasciarvi senza il corretto afflusso di sangue nel corpo se ne abusate.

Insomma, piccole abitudini quotidiane che possono salvare i vostri piedi e spesso la vita dei vostri partner. D’ora in poi non lamentatevi se avrete i piedi freddo dopo questa guida. Del resto winter is coming, ma lo si può combattere!

Occhi rossi e lacrimosi, naso pieno, sensazione di stordimento, pruriti cutanei, secchezza delle fauci, sono solo alcune delle “meravigliose” manifestazioni delle allergie sul nostro corpo. Ma se a questa ci aggiungessimo anche l’impossibilità di baciare?

Ci sono allergie ed allergie, alcune anche se possono sembrare molto restrittive come per gli arachidi, in realtà portano in dote un rischio concreto ogni volta che ci si approccia a cibi come biscotti, caramelle, gelato, salse, pasta alle mandorle, specialità africane, asiatiche e messicane, dolci, mortadella ecc. Il problema è che se una persona è particolarmente predisposta a tale allergie, anche un semplice tocco sulle labbra, come quello di un candido bacio di una ragazza che ha assaggiato uno di questi alimenti, può diventare mortale.

È il caso di Oli Weatherall, ragazzo inglese di ventidue anni, che da perfetto Cenerentolo inverso, ha rischiato di cadere in un “sonno profondo” dopo il bacio di una principessa. Oli è allergico proprio alle arachidi prima citate. Da sempre attentissimo che la sua alimentazione sia completamente decontaminata da agenti allergici per la sua salute, che ha rischiato di morire proprio per via di un bacio di una ragazza. Per fortuna nonostante il ricovero immediato ed una gran brutta esperienza: “la sensazione è quella di morire per una crisi respiratoria, è terribile” – questo il suo commento dopo l’accaduto, adesso torna a sorridere per il pericolo scampato. Certamente d’ora in poi prima di baciare una ragazza, qualche domanda sulla sua alimentazione la farà. Non sarà il massimo per provarci, ma almeno non rischierà un attacco allergico mortale.

 

Amaro, dolce, aspro, salato e…umami. Molti di noi a scuola, studiando i gusti percepibili dalle nostre papille gustative, avranno imparato a conoscere i primi 4, ma molto difficilmente le maestre avranno introdotto l’umami. Questo gusto, ormai riconosciuto da diversi anni, è stato “scoperto” poco più di un secolo fa da un chimico di Tokyo (a questo è dovuto il nome “orientaleggiante”) che lo isolò da un brodo di alghe.

Umami letteralmente vuol dire “saporito”, ed è questa la sensazione che stimola ai nostri recettori sulla lingua. Questo tipo di gusto è spesso identificato con il sapore della salsa di soia, ma lo troviamo spessissimo in alimenti made in Italy come il Parmigiano.

 

 

Oltre a rallegrare le papille gustative, l’umami può far pure bene alla salute: pare infatti che possa favorire scelte alimentari più sane, stando a una ricerca pubblicata di recente su Neuropsychopharmacology. Un alimento molto umami come il brodo, infatti, ridurrebbe l’appetito in generale e modificherebbe l’attività cerebrale tanto da far portare in tavola cibi meno grassi: lo ha scoperto Miguel Alonso del Centro per gli Studi in Medicina della Nutrizione del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, studiando che cosa succede nella testa (e nella dieta) di alcune volontarie sottoposte a un pasto molto umami, una tazza di brodo appunto.

 

A cosa è dovuto questo sapore (per molti) irresistibile?

Semplice, al glutammato. Questa molecola è la responsabile del gusto tanto succulento, un aminoacido non essenziale che si trova in moltissimi cibi e dona loro una caratteristica sapidità.

Oltre al parmigiano ed alla salsa di soia già citati, sono molto “umami” pietanze come: alghe, cibi stagionati o fermentati (i crauti per esempio) ma pure vegetali come pomodori, funghi, mais, olive o asparagi; tutti i cibi proteici poi, dalla carne ai latticini, contengono glutammato e sono più o meno umami. Il brodo di carne è un esempio classico, anche perché il tipico dado da brodo altro non è che glutammato monosodico, un sale di glutammato.

 

È vero che riduce la fame?

Il dottor Alonso è entrato anche nello specifico della caratteristica “saziante” di questo gusto: «Mangiare cibi umami aiuta a ridurre l’appetito. Tanti hanno indagato che cosa accade nel cervello esposto al dolce o al salato, si sa invece ancora poco dell’umami: abbiamo valutato effetti immediati e solo in test di laboratorio, ma se questi risultati saranno confermati potrebbe essere opportuno suggerire a chi lotta con i chili di troppo di iniziare il pasto con una tazza di brodo, per mangiare poi un po’ di meno e scegliere cibi più sani. In Giappone o Corea del Sud, Paesi con un’elevata aspettativa di vita, il consumo di alimenti sapidi è molto diffuso: l’introito di zuccheri è molto più basso rispetto all’Occidente, invece è elevato l’apporto di glutammato».

Come per tutti gli alimenti però il troppo storpia, ed anche in questo caso, un eccessivo utilizzo di questo alimento potrebbe portare a problematiche. L’eccesso può provocare mal di testa o picchi di pressione, così nel 2017 l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha stabilito una soglia di sicurezza giornaliera da non oltrepassare per glutammato e derivati, pari a 30 milligrammi per chilo di peso.

Insomma godetevi questo gusto con maggior consapevolezza.