Banca delle Visite, il progetto della Fondazione Health Italia Onlus che, grazie alle donazioni di privati e aziende, aiuta le persone che non possono permettersi una visita specialistica a pagamento o non possono attendere i tempi del Sistema Sanitario Nazionale ad accedere alle cure necessarie, ha da poco iniziato una collaborazione con UbiObe, il primo social network italiano dedicato alle persone obese. Il progetto è nato dalla startup innovativa Sthimaty Srl, che sviluppa prodotti e servizi ad alto contenuto digitale per l’ambito sanità e benessere.

On line dal 10 settembre 2018, a poco più di un anno dal lancio, UbiObe è una community strutturata, che conta oltre 6000 utenti iscritti al portale www.ubiobe.it e oltre 28.000 follower sui propri canali Facebook e Instagram. È una comunità aperta, amichevole e discreta, un gruppo di persone che sanno ascoltare, comprendere e affrontare il fenomeno dell’obesità in tutti i suoi aspetti: clinico, psicologico, sociale e pratico.

Il fenomeno del sovrappeso e dell’obesità è sempre più preoccupante: solo in Italia conta oltre 6 milioni di persone. UbiObe vuole essere uno spazio web protetto e sicuro in cui le persone possono socializzare, condividere le proprie esperienze e ottenere informazioni qualificate grazie al supporto di medici e professionisti coinvolti attivamente nel progetto. Qui, infatti, utenti che “ci sono già passati” e hanno sconfitto l’obesità raccontano la loro esperienza personale, il loro rapporto con il peso e il corpo, le vicende quotidiane che ne hanno segnato l’evoluzione. Esperti sanitari offrono supporto a tutti coloro che vogliono capire meglio le implicazioni mediche dell’obesità, come affrontarla e vincerla.

Il fondatore di UbiObe, Roberto Cerea, dopo essersi sottoposto ad un intervento di chirurgia bariatrica e avere affrontato un lungo percorso post-operatorio, aveva capito quanto fosse importante condividere le proprie esperienze. L’obesità è una patologia complessa, dalle tante facce. Oltre alla componente fisica e psicologica, bisogna considerare anche il fattore “sociale”, lo stile di vita e le relazioni quotidiane con la famiglia, gli amici, i colleghi. Uscire dal tunnel dell’obesità è un percorso lungo e complesso.

C’è la necessità continua di avere pareri e consigli di medici ed esperti, ma anche di confrontarsi con chi sta affrontando lo stesso percorso, o con chi già ci è passato.

Per questo, Roberto ha deciso di creare un portale ad hoc. “Siamo molto soddisfatti dei riscontri positivi che stiamo ottenendo – ha detto Roberto Cerea – non solo da tutte le persone che trovano in UbiObe un valido sostegno al loro percorso di guarigione ma anche dalle numerose aziende che propongono prodotti e servizi nell’ambito Salute & Wellness e che, grazie ad UbiObe, possono relazionarsi in modo innovativo con un pubblico sensibile e attento, ricevendo una validazione dai nostri professionisti”.

“Anche grazie ad un bando di Regione Lombardia, oltre al successo della nostra campagna di equity crowdfunding e al riconoscimento ottenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico di startup innovativa a Vocazione Sociale – ha aggiunto Cerea – stiamo ora progettando la creazione di un marketplace, dove le persone potranno scambiarsi o acquistare direttamente su www.ubiobe.it prodotti e servizi utili ed è in cantiere la costituzione di un’associazione per promuovere sensibilizzazione e informazione sul territorio”.

“Siamo molto contenti di avere iniziato una collaborazione con UbiObe – ha detto Antonello Ceci, coordinatore nazionale di Banca delle Visite. L’obesità viene troppo spesso stigmatizzata e ridicolizzata ed è importante avere una realtà del genere, che dà supporto e informazione, offrendo possibilità di confronto e condivisione. Siamo convinti che sia un’ottima opportunità per far conoscere a tante nuove persone il nostro progetto, che cresce ogni giorno di più”.

Annunciamo con orgoglio che il progetto Banca delle Visite, di Fondazione Health Italia Onlus sarà, in partnership con Acqua Pradis, sponsor della squadra Totti Sporting Club: la squadra, che milita nel campionato di serie A della Lega Calcio a 8, ha sposato con entusiasmo il nostro progetto, che otterrà così grande visibilità nella Capitale.

Il logo di Banca delle Visite sarà presente sulla divisa dei giocatori per tutta la stagione calcistica.

La squadra, allenata da Carlo Cancellieri, include tra le proprie fila moltissimi ex campioni di serie A, tra cui Francesco Totti, l’ex capitano della As Roma, Simone Perrotta, Vincent Candela e Mirko Vucinic. Il presidente della società è Riccardo Totti, fratello di Francesco.

La squadra ha esordito in campionato il 30 settembre scorso, e ha finora raggiunto ottimi risultati, con tre vittorie e una sola sconfitta.

Con questa partnership, vogliamo anche rimarcare la nostra vicinanza ai valori dello sport e del calcio: il gioco di squadra, il sacrificio, la sana competizione, il rispetto delle regole.

Non vediamo l’ora di veder scendere in campo “Il Capitano” insieme a Banca delle Visite e di vincere con la squadra!

Coppia festeggia 25anni di matrimonio con una raccolta fondi per Banca delle Visite e chiede l’anonimato.

Che succede quando l’amore alimenta sé stesso e diventa occasione di valore anche per gli altri?
Non capita spesso, ma quando succede colpisce e fa riflettere. Soprattutto se a far accadere un piccolo miracolo del genere sono due persone comuni e assolutamente gelose della loro privacy.

In un paesino in provincia di Udine, nel mese di Luglio una coppia di coniugi ha deciso di celebrare il proprio amore realizzando un evento di beneficenza e chiedendo in cambio solo di rimanere nel più completo anonimato, perché, come dicono loro: “chi fa del bene, non deve aspettarsi ringraziamenti, ma sapere di aver fatto il proprio dovere”.
Per questo i nostri coniugi, che chiameremo “coniugi B”, per quanto siano felici che si parli del loro gesto, perché sperano che altri possano prenderlo ad esempio ed esserne ispirati, preferiscono che non vengano fatti i loro nomi. E così, in occasione del 50 esimo compleanno della moglie e della celebrazione dei 25 anni di matrimonio, hanno deciso di realizzare una festa e, contestualmente a questa, raccogliere dei fondi in favore di un progetto benefico che gli italiani stanno imparando sempre più a conoscere: Banca delle Visite.

Banca delle Visite è un progetto solidale di Fondazione Health Italia, ispirato al concetto del caffè sospeso napoletano, solo che qui ad essere lasciata a disposizione del prossimo è una visita medica. Dunque qualcosa di molto più di un semplice caffè, l’opportunità stessa di vivere in salute. Sul sito web di Banca delle Visite, infatti, sono molte le testimonianze di persone che hanno beneficiato di questo progetto ed hanno potuto, in alcuni casi, scongiurare ben più gravi patologie.

I coniugi B hanno sentito la forza e l’importanza di questo progetto e hanno chiesto a tutti gli invitati di trasformare quello che sarebbe stato un regalo per la coppia, in un regalo per il prossimo, un “altro”, sconosciuto, ma non per questo meno importante. Ed è così che grazie a questo gesto di infinita bellezza sono stati raccolti più di 1.000 euro.
Devoluti totalmente in favore del progetto Banca delle Visite.

Un tostapane potrebbe essere diventato una visita cardiologica per un anziano, un mazzo di fiori una visita
dermatologica per una signora disoccupata, un quadro un trattamento dallo psicologo per un bambino in disagio
sociale e familiare.

Il responsabile nazionale del progetto Banca delle Visite, Antonello Ceci, ha così commentato: “rimango ogni volta stupito dalla grazia che si cela nei piccoli gesti di solidarietà. Siamo ormai abituati a parlare di una società sempre più individualista, ma penso che sia importante evidenziare come le iniziative sincere, di cuore, che realmente fanno del bene, sono ancora apprezzate e supportate con un entusiasmo e una dignità incredibili. Voglio ringraziare i coniugi B, tutti i loro amici, che hanno deciso di aderire alla squisita iniziativa, e tutti i volontari che si impegnano nel territorio per diffondere e far conoscere il nostro progetto.”

La sacralità della vita di ogni singolo individuo e il senso di appartenenza a un sentimento di umanità condiviso e collettivo, sono elementi che nonostante tutto continuano a vivere e manifestarsi. E questo ci ricorda che sono connaturati alla natura umana tanto quanto il lato oscuro che troppo spesso si manifesta. Forse è soltanto una questione di scelte.

 

Scopri il progetto Banca delle Visite su www.bancadellevisite.it

 

Autrice dell’articolo: Francesca Diodati

Donare salute si può!

Si chiama Banca delle visite, è uno dei progetti di Fondazione Basis, ente no profit costituito per iniziativa di Health Italia s.p.a., della controllata Coopsalute e delle Società di Mutuo Soccorso Mutua Mba, e dona prestazioni sanitarie a chi non può permettersi una visita a pagamento – secondo le stime negli ultimi anni circa 11 milioni di italiani –  o non può attendere le lunghe liste d’attesa del Sistema Sanitario Nazionale.

Il concetto è quello del caffè sospeso applicato alla salute con il contributo finanziario da parte di liberi cittadini ed aziende.

“Health Italia, unico player quotato al mercato AIM di Borsa Italiana che si occupa integralmente della gestione del processo del benessere delle persone – ha spiegato Anzanello – promuove le prestazioni degli Enti di Sanità Integrativa condividendone i valori sociali e mutualistici ed è per questo che si è fatta promotrice di un’esperienza diretta e partecipativa attraverso la Fondazione Basis. L’idea di riprendere una vecchia ma cara consuetudine napoletana come è quella del caffè sospeso, ha determinato la nascita di Banca delle Visite con la “visita sospesa” che sta ottenendo un importante successo in termini di riconoscibilità e di prestazioni erogate”.

Ad oggi sono presenti sul territorio diverse filiali e sportelli con volontari che contribuiscono a far conoscere l’utilità sociale del progetto. L’ultimo sportello è stato presentato qualche giorno fa a Terni e il mese scorso il terzo in Sardegna ad Iglesias con un evento organizzato dalla F.I.D.A.P.A col patrocinio del Comune.

La  Banca delle Visite è un progetto attivo da anni e grazie al contributo di cittadini, aziende, Associazioni e Comuni ha erogato visite specialistiche, quali dermatologiche, ginecologiche, oculistiche, dentistiche, cardiologiche, oncologiche, a chi ne ha avuto bisogno.

“I positivi risultati dell’iniziativa – ha commentato Anzanello – derivano dal fatto che la Banca delle Visite è un modello facilmente comprensibile, diretto, pratico, immediato e di utilità sociale”.

L’obiettivo è quello di una diffusione capillare su tutto il territorio azionale con una maggiore partecipazione dei medici e delle strutture sanitarie. Per i medici aderire all’iniziativa significa migliorare la qualità della vita delle persone più bisognose partendo dal bene primario dalla cura della propria salute. Per diventare un “super dottore” basta entrare nella pagina dedicata del portale www.bancadellevisite.it e cliccare su “contattaci”.

Come funziona il servizio per chi vuole donare una prestazione?

La procedura è semplice e veloce, innanzitutto bisogna collegarsi al sito internet

www.bancadellevisite.it e cliccare su “dona una prestazione” dove si richiede di compilare un breve modulo. Successivamente si può decidere se pagare il corrispettivo, tramite PayPal o carta di credito, oppure donare una somma di denaro libera che concorrerà, assieme ad altre donazioni in denaro, all’acquisto di visite /prestazioni sanitarie. Le prestazioni acquistate vengono “custodite” nella “Banca delle visite”  Un cittadino bisognoso, previa registrazione ed accettazione delle clausole sulla privacy, richiede la prestazione che gli occorre. Le storie di chi riceve le visite sono la conferma di trasparenza e di aiuto concreto a persone che ne hanno bisogno.  La “Banca” contatta il professionista che eroga la prestazione senza oneri a carico del cittadino richiedente. Le attività si svolgono nel rispetto della privacy, ma con elementi di trasparenza e limpidezza che determinano serietà e professionalità del progetto.

Le donazioni andranno direttamente sul conto della Fondazione Basis.

“La Fondazione Basis – ha concluso il Presidente di Health Italia –  è un ente no-profit impegnato nella divulgazione dei principi mutualistici e della solidarietà sociale e promuove  iniziative culturali, educative, formative, di integrazione sociale, di assistenza sanitaria e la diffusione della cultura. Con il modello dell’iniziativa “Un aiuto concreto a portata di click”, la Fondazione ha voluto coadiuvare l’impegno degli enti fondatori che destinano una percentuale dei loro ricavi ai progetti gestiti dalla fondazione stessa, con dei contributi da parte di tutti, utilizzati per gestire iniziative sociali sul territorio individuate con criteri basati sull’equità morale e sul concetto di necessità sociale”.

“La salute è per tutti” questo lo slogan della Banca delle Visite ed una visita sospesa è un importante strumento che consente a chi non può permettersi delle prestazioni sanitarie di godere di questo diritto.

Black Friday Solidale

Il Black Friday negli ultimi anni è entrato prepotentemente nelle nostre abitudini e nella nostra cultura, ereditato da un’usanza americana. Sappiamo bene che qualsiasi festività negli anni ha assunto sempre più un carattere consumistico, emblematico nelle nostre teste, tanto da diventare simboli, e date attese da tutte noi. Ma il black friday si fa apprezzare per la sua “sincerità”, sa di essere una “festa del consumo”, ed è fiera di esserlo.

In questo contesto però ci piace presentarvi la nascita di un piccolo ma importante segno di diversità: la nascita del Black Friday Solidale. Promosso da Mutua Mba e Banca delle Visite, si ripropone di fare un piccolo regalo di salute, a chi decide di donarla.

Mba è la più importante mutua sanitaria italiana che quotidianamente lavora per creare una rete di persone che si aiutano vicendevolmente condividendo salute tra i soci. Per sostenere il progetto Mutua Mba ha donato a Banca delle Visite 23 (come il 23 Novembre appunto) kit di Home Test per l’autodiagnosi della tiroide. Questi kit saranno messi in palio per le prime 23 persone che, dal giorno del black friday sino alla mezzanotte di domenica 25 Novembre, decideranno di fare una donazione per sostenere il progetto Banca delle Visite.

Cos’è e come funziona l’ Home Test per l’autodiagnosi della tiroide?

Controlla il livello dell’ormone tireostimolante – TSH – nel sangue per verificare se esista un’alterazione fisiologica tiroidea.
Indicato per lo screening del TSH dovrebbe essere effettuato annualmente da tutte le donne di età compresa tra i 35 e i 64 anni con un sano stile di vita.
L’ormone tireostimolante controlla l’attività secretiva degli ormoni della ghiandola tiroide, aumentando la produzione di tiroxina e triiodotironina. Il suo rilascio è controllato sia dall’ipotalamo che dall’ipofisi. Pertanto un elevato valore del livello di TSH indica una scarsa attività della tiroide.Controllare la normalità del valore del TSH è un ottimo strumento per verificare il proprio stato di salute ed eventualmente intraprendere le necessarie azioni preventive.

 

Modalità d’utilizzo
Il Test funziona con il principio della immunocromatografia correlato con il test di riferimento di laboratorio. Il cut-off è calibrato a 5 mcIU/ml in accordo con gli standard internazionali.
1. APRIRE
Aprire la busta di alluminio e prendere solo il pungidito e la pipetta. Buttare via la busta essiccante. Premere la piccola bacchetta arancione all’interno del pungidito fino a quando non si sente un click che indica che il pungidito si è attivato.
N.B.: Fare attenzione a non premere il grilletto altrimenti l’ago potrebbe uscire anticipatamente.
2. LANCETTA
Rimuovere la bacchetta arancione girandola o verso destra o verso sinistra. Pulire la punta del dito indice o del dito medio con un batuffolo imbevuto di alcool disinfettante. Massaggiare la punta del dito per incrementare il flusso di sangue.
3. PUNTURA
Premere fortemente l’estremità del pungidito contro la parte di dito che è stata pulita con il disinfettante, in modo tale da ottenere un buon contatto. Premere il grilletto. La punta si ritrae automaticamente in modo sicuro dopo l’uso.
4. SANGUE
Mantenendo la mano rivolta verso il basso massaggiare la punta del dito finché si formi una grande goccia di sangue.
5. PIPETTA
Prendere la pipetta senza premere il bulbo, e metterla in contatto con la goccia di sangue. Il sangue, entrerà per capillarità nella pipetta fino alla linea indicata sulla pipetta stessa. Eventualmente massaggiare ancora il dito per ottenere più sangue se la linea sulla pipetta non è stata ancora raggiunta, evitare, per quanto possibile, bolle d’aria.
6. TEST
Mettere il sangue raccolto con la pipetta nel pozzetto indicato sul dispositivo, premendo il bulbo della pipetta.
7. ATTENDERE
Aspettare che il sangue sia totalmente nel pozzetto e aggiungere, con il flaconcino contagocce, 5 gocce di diluente nel pozzetto. Leggere il risultato dopo 10 minuti esatti. Non leggere dopo 15 minuti. L’intensità del colore della linea non ha nessuna importanza per l’interpretazione del risultato del Test.
8. RISULTATO POSITIVO
Due linee colorate appaiono nella finestra di lettura in corrispondenza dei segni T (Test) e C (Controllo). L’intensità della linea T può essere più chiara rispetto alla linea C. Questo risultato significa che la concentrazione del TSH è superiore alla norma e quindi è necessario consultare un dottore.
Appare solo una linea colorata sotto il segno C (Controllo). Questo risultato significa il livello di TSH è normale.

Come posso donare a Banca delle Visite?

Per fare una donazione a Banca delle Visite basterà andare QUI e scegliere una prestazione da donare. Una volta selezionata la prestazione, cliccare su “Accedi e dona”, ed una volta fatta una brevissima login, procedere con la donazione. Per poter partecipare al concorso sarà necessario selezionare una prestazione tra le disponibili, o comunque donare un importo libero da almeno 20 euro. Le prime 23 persone che avranno effettuato la donazione saranno ricontattate via email (contatto preso dalla registrazione), per richiedere l’indirizzo e poter spedire il kit omaggio. In caso non si disponesse di una email, si può lasciare il proprio contatto telefonico tramite il pulsante whatsapp nella pagina.

 

 

Oggi, 14 Novembre, si celebra la giornata mondiale del diabete. Una patologia molto comune, che se viene sottovalutata, può portare a risvolti davvero gravi. Le statistiche ci dicono che una persona su 11 nel mondo è affetta da diabete. Più di 400 milioni di persone ne soffrono e le previsioni ne ipotizzano più di 500 milioni nel 2030. Questo perchè appunto, gli stili di vita sempre più frenetici ed alimentazioni poco genuine, portano ad essere molto più predisposti. Nonostante la larga diffusione però, il diabete è poco conosciuto, tanto che ogni giorno girano fake news, con false notizie e metodologie di guarigione alquanto strambe (“per sconfiggere il diabete basta mangiare meno”). Per questo  motivo sin nel 1991 è stata istituita dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, una Giornata Mondiale del diabete che si celebra ogni anno il 14 Novembre. Per la Giornata 2018 dal 5 al 18 novembre saranno è previsto, in tutta Italia, un migliaio di iniziative legate alla conoscenza e alla prevenzione della patologia.

Un problema “di famiglia”

Nel 2017 questa malattia conta quattro milioni di morti in tutto il mondo. In Italia ci sono 3,7 milioni di persone con diabete e una su tre non sa di averlo. «Nel 2018 — dice Concetta Suraci, Presidente di Diabete Italia — il tema è la famiglia: il diabete è una malattia che può essere anche molto invalidante e tutti i familiari devono essere coinvolti nella prevenzione e nella gestione del diabete. L’80% del diabete di tipo 2, una patologia cronica che colpisce indipendentemente dal sesso e la cui incidenza aumenta con l’età, è prevenibile, a differenza del tipo 1, con l’adozione di uno stile di vita sano: buone abitudini alimentari e un’attività fisica adeguata. E il ruolo della famiglia è fondamentale per metterle in atto».

La gestione dei bambini e degli anziani

La gestione della malattia non è affatto semplice. Necessità una serie di controlli, che per bambini ed anziani devono essere necessariamente più frequenti.«Pensiamo ai bambini con diabete — continua Suraci — ma anche agli anziani da portare a visite ed esami. Si stima che 20 miliardi siano i costi diretti e indiretti della malattia: la voce più alta è quella dell’ospedalizzazione (circa 7 miliardi) ma pesano anche le assenze dal lavoro (5 miliardi) e i prepensionamenti (7 miliardi)». «I bambini con diabete – aggiunge Ivana Rabbone, vice presidente Siedp Società italiana endocrinologia e diabetologia pediatrica – soffrono quasi tutti, il 93%, del tipo 1, ovvero quello autoimmune, non prevenibile e curabile con l’insulina. La diagnosi precoce è fondamentale e i genitori devono stare attenti a sintomi ben precisi: se un bambino beve molto, va spesso a urinare e dimagrisce bisogna consultare subito il pediatra, che con una piccola goccia di sangue prelevato dal dito può fare la diagnosi. Il diabete è una patologia che coinvolge tutta la famiglia: è comune fra i genitori dei piccoli pazienti parlare di “diabete di tipo 3”, ovvero quello dei familiari di un bambino affetto da diabete, che vivono la gestione della malattia come fosse la loro».

Le complicanze a livello sessuale

Innumerevoli gli effetti e le malattie correlate al diabete, anche quelle legate alla sfera sessuale. «Il diabete — spiega Nicola Mondaini, Consigliere nazionale della Sia, Società italiana andrologia – ha effetti importantissimi nella disfunzione erettile che anzi nella grande maggioranza casi nelle persone più giovani è proprio un sintomo tipico del diabete. Altri sintomi che potrebbero far pensare al diabete sono l’eiaculazione retrograda e la fimosi del pene. Purtroppo gli uomini sono molto restii a rivolgersi all’andrologo e quindi è anche più tardiva la scoperta della malattia. Pochissimi co fanno una visita in assenza di sintomi e chi ha qualche disturbo aspetta anche fino a tre anni per prenotare una visita specialistica. Quello tra uomo e andrologo è un rapporto che va assolutamente valorizzato e promosso».

Prevenzione

E’ fondamentale eseguire il test per la misurazione dell’emoglobina glicata (HbA1c). Si tratta di un nuovo test che alcuni diabetologi utilizzano per diagnosticare e controllare la patologia. In pratica si considera l’emoglobina presente nei globuli rossi e la quantità di zucchero ad essa collegata. Maggiore è il valore e maggiore è la quantità di zucchero, il che incide sul rischio di soffrire di questa patologia (dopotutto il diabete è un aumento della concentrazione di zuccheri nel sangue). Cercare di prevenire la malattia è l’unica via per scongiurarla, ma per essere tranquilli, è sempre meglio fare un controllo specifico. Un ruolo fondamentale lo svolgono le farmacie: «Le farmacie operano sul territorio — ricorda Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm — ed è loro compito anche procedere ad azioni di prevenzione e assistenza alla popolazione, al fine di garantire l’effettiva presa in carico dei cittadini-pazienti, in stretta collaborazione con i medici di base e gli specialisti con un lavoro di rete organizzata. La Giornata mondiale del diabete è una ulteriore occasione per operare in tal senso e per dimostrare, ancora una volta, che il prezioso ruolo del farmacista è indispensabile per garantire i migliori processi di cura ai bisognosi».

Per tutti, arriva quel giorno nella vita in cui ti chiedi: “Ma è questa la mia strada?”

Seguire la nostra “vera vocazione” è un pensiero che si innesta in noi sin dal periodo adolescenziale, una vocina che ci ricorda che probabilmente non sta andando come vorremmo, spesso questa vocina la reprimiamo in un angolino della nostra psiche, spesse altre volte, questa vocina serve da catalizzatore per la realizzazione dei nostri obiettivi. Deve essere stata questa vocina che ha portato Jim Withers, dottore di Pittsburgh, a lasciare il comodo posto nel suo studio medico, per mettersi una tracolla sulla spalla con con medicinali e strumenti  essenziali ed andare in giro ad aiutare i senzatetto della città. 

Per il dottor Whiters era importante mettersi in gioco, trovare un obiettivo. Il suo era quello di sfruttare la sua laurea in medicina per aiutare chi alle cure mediche non avrebbe mai potuto accedere. In un sistema sanitario complicato come quello americano infatti, le cure spesso diventano un vero e proprio miraggio per le persone che non hanno un’adeguata copertura sanitaria. Neanche 30enne Whiters capì che fare qualcosa non era solo una scelta, per lui era un dovere. Un dolce obbligo che ha riempito la sua vita, pur non essendo facile all’inizio.
“Ero molto shockato dal numero di persone malate per le strade. Era come immergersi in un paese del terzo mondo” ha detto Withers. “Giovani, vecchi, persone con malattie mentali, donne in fuga dalle violenze domestiche, veterani. Ognuno ha la propria storia”.

Da  quel giorno di 26 anni fa, quattro notti a settimana gira per i quartieri della città per offrire il suo supporto a chi vive per strada. In questa avventura non è più solo però, i gesti d’amore sono contagiosi e da allora, sono decine i medici che si sono messi a disposizione per dargli una mano e girare con lui per i quartieri più poveri di Pittsburgh per aiutare chi ha bisogno.

E’ stata fondata anche la sua associazione, la prima di street medicine, termine coniato da dottor Jim. L’obiettivo è venire incontro a chi non ha una casa, non solamente con le cure mediche ma anche trovandola: adesso Operation Safety Net ha anche fondato un dormitorio, dando alloggio a più di 900 persone nella sola Pittsburgh. Ma non è tutto: in noventa paesi nel mondo sono stati gruppi di street medicine.

La fantastica storia del dottor Whiters ci ricorda ancora una volta, che non siamo mai troppo impegnati, stanchi o giustificati per fare qualcosa per il prossimo. In Italia il progetto Banca delle Visite sta facendo esattamente questo, avvicinare le persone in difficoltà economiche ai medici, e quindi alla salute. Già decine di italiani sono stati aiutati grazie alle donazioni di privati e medici che hanno offerto la propria professionalità pro bono. L’importante è accendere una miccia, poi il fuoco della solidarietà crescerà da sè.

Per maggiori informazioni sulla Banca delle Visite —> www.bancadellevisite.it