Black Friday Solidale

Il Black Friday negli ultimi anni è entrato prepotentemente nelle nostre abitudini e nella nostra cultura, ereditato da un’usanza americana. Sappiamo bene che qualsiasi festività negli anni ha assunto sempre più un carattere consumistico, emblematico nelle nostre teste, tanto da diventare simboli, e date attese da tutte noi. Ma il black friday si fa apprezzare per la sua “sincerità”, sa di essere una “festa del consumo”, ed è fiera di esserlo.

In questo contesto però ci piace presentarvi la nascita di un piccolo ma importante segno di diversità: la nascita del Black Friday Solidale. Promosso da Mutua Mba e Banca delle Visite, si ripropone di fare un piccolo regalo di salute, a chi decide di donarla.

Mba è la più importante mutua sanitaria italiana che quotidianamente lavora per creare una rete di persone che si aiutano vicendevolmente condividendo salute tra i soci. Per sostenere il progetto Mutua Mba ha donato a Banca delle Visite 23 (come il 23 Novembre appunto) kit di Home Test per l’autodiagnosi della tiroide. Questi kit saranno messi in palio per le prime 23 persone che, dal giorno del black friday sino alla mezzanotte di domenica 25 Novembre, decideranno di fare una donazione per sostenere il progetto Banca delle Visite.

Cos’è e come funziona l’ Home Test per l’autodiagnosi della tiroide?

Controlla il livello dell’ormone tireostimolante – TSH – nel sangue per verificare se esista un’alterazione fisiologica tiroidea.
Indicato per lo screening del TSH dovrebbe essere effettuato annualmente da tutte le donne di età compresa tra i 35 e i 64 anni con un sano stile di vita.
L’ormone tireostimolante controlla l’attività secretiva degli ormoni della ghiandola tiroide, aumentando la produzione di tiroxina e triiodotironina. Il suo rilascio è controllato sia dall’ipotalamo che dall’ipofisi. Pertanto un elevato valore del livello di TSH indica una scarsa attività della tiroide.Controllare la normalità del valore del TSH è un ottimo strumento per verificare il proprio stato di salute ed eventualmente intraprendere le necessarie azioni preventive.

 

Modalità d’utilizzo
Il Test funziona con il principio della immunocromatografia correlato con il test di riferimento di laboratorio. Il cut-off è calibrato a 5 mcIU/ml in accordo con gli standard internazionali.
1. APRIRE
Aprire la busta di alluminio e prendere solo il pungidito e la pipetta. Buttare via la busta essiccante. Premere la piccola bacchetta arancione all’interno del pungidito fino a quando non si sente un click che indica che il pungidito si è attivato.
N.B.: Fare attenzione a non premere il grilletto altrimenti l’ago potrebbe uscire anticipatamente.
2. LANCETTA
Rimuovere la bacchetta arancione girandola o verso destra o verso sinistra. Pulire la punta del dito indice o del dito medio con un batuffolo imbevuto di alcool disinfettante. Massaggiare la punta del dito per incrementare il flusso di sangue.
3. PUNTURA
Premere fortemente l’estremità del pungidito contro la parte di dito che è stata pulita con il disinfettante, in modo tale da ottenere un buon contatto. Premere il grilletto. La punta si ritrae automaticamente in modo sicuro dopo l’uso.
4. SANGUE
Mantenendo la mano rivolta verso il basso massaggiare la punta del dito finché si formi una grande goccia di sangue.
5. PIPETTA
Prendere la pipetta senza premere il bulbo, e metterla in contatto con la goccia di sangue. Il sangue, entrerà per capillarità nella pipetta fino alla linea indicata sulla pipetta stessa. Eventualmente massaggiare ancora il dito per ottenere più sangue se la linea sulla pipetta non è stata ancora raggiunta, evitare, per quanto possibile, bolle d’aria.
6. TEST
Mettere il sangue raccolto con la pipetta nel pozzetto indicato sul dispositivo, premendo il bulbo della pipetta.
7. ATTENDERE
Aspettare che il sangue sia totalmente nel pozzetto e aggiungere, con il flaconcino contagocce, 5 gocce di diluente nel pozzetto. Leggere il risultato dopo 10 minuti esatti. Non leggere dopo 15 minuti. L’intensità del colore della linea non ha nessuna importanza per l’interpretazione del risultato del Test.
8. RISULTATO POSITIVO
Due linee colorate appaiono nella finestra di lettura in corrispondenza dei segni T (Test) e C (Controllo). L’intensità della linea T può essere più chiara rispetto alla linea C. Questo risultato significa che la concentrazione del TSH è superiore alla norma e quindi è necessario consultare un dottore.
Appare solo una linea colorata sotto il segno C (Controllo). Questo risultato significa il livello di TSH è normale.

Come posso donare a Banca delle Visite?

Per fare una donazione a Banca delle Visite basterà andare QUI e scegliere una prestazione da donare. Una volta selezionata la prestazione, cliccare su “Accedi e dona”, ed una volta fatta una brevissima login, procedere con la donazione. Per poter partecipare al concorso sarà necessario selezionare una prestazione tra le disponibili, o comunque donare un importo libero da almeno 20 euro. Le prime 23 persone che avranno effettuato la donazione saranno ricontattate via email (contatto preso dalla registrazione), per richiedere l’indirizzo e poter spedire il kit omaggio. In caso non si disponesse di una email, si può lasciare il proprio contatto telefonico tramite il pulsante whatsapp nella pagina.

 

 

Oggi, 14 Novembre, si celebra la giornata mondiale del diabete. Una patologia molto comune, che se viene sottovalutata, può portare a risvolti davvero gravi. Le statistiche ci dicono che una persona su 11 nel mondo è affetta da diabete. Più di 400 milioni di persone ne soffrono e le previsioni ne ipotizzano più di 500 milioni nel 2030. Questo perchè appunto, gli stili di vita sempre più frenetici ed alimentazioni poco genuine, portano ad essere molto più predisposti. Nonostante la larga diffusione però, il diabete è poco conosciuto, tanto che ogni giorno girano fake news, con false notizie e metodologie di guarigione alquanto strambe (“per sconfiggere il diabete basta mangiare meno”). Per questo  motivo sin nel 1991 è stata istituita dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, una Giornata Mondiale del diabete che si celebra ogni anno il 14 Novembre. Per la Giornata 2018 dal 5 al 18 novembre saranno è previsto, in tutta Italia, un migliaio di iniziative legate alla conoscenza e alla prevenzione della patologia.

Un problema “di famiglia”

Nel 2017 questa malattia conta quattro milioni di morti in tutto il mondo. In Italia ci sono 3,7 milioni di persone con diabete e una su tre non sa di averlo. «Nel 2018 — dice Concetta Suraci, Presidente di Diabete Italia — il tema è la famiglia: il diabete è una malattia che può essere anche molto invalidante e tutti i familiari devono essere coinvolti nella prevenzione e nella gestione del diabete. L’80% del diabete di tipo 2, una patologia cronica che colpisce indipendentemente dal sesso e la cui incidenza aumenta con l’età, è prevenibile, a differenza del tipo 1, con l’adozione di uno stile di vita sano: buone abitudini alimentari e un’attività fisica adeguata. E il ruolo della famiglia è fondamentale per metterle in atto».

La gestione dei bambini e degli anziani

La gestione della malattia non è affatto semplice. Necessità una serie di controlli, che per bambini ed anziani devono essere necessariamente più frequenti.«Pensiamo ai bambini con diabete — continua Suraci — ma anche agli anziani da portare a visite ed esami. Si stima che 20 miliardi siano i costi diretti e indiretti della malattia: la voce più alta è quella dell’ospedalizzazione (circa 7 miliardi) ma pesano anche le assenze dal lavoro (5 miliardi) e i prepensionamenti (7 miliardi)». «I bambini con diabete – aggiunge Ivana Rabbone, vice presidente Siedp Società italiana endocrinologia e diabetologia pediatrica – soffrono quasi tutti, il 93%, del tipo 1, ovvero quello autoimmune, non prevenibile e curabile con l’insulina. La diagnosi precoce è fondamentale e i genitori devono stare attenti a sintomi ben precisi: se un bambino beve molto, va spesso a urinare e dimagrisce bisogna consultare subito il pediatra, che con una piccola goccia di sangue prelevato dal dito può fare la diagnosi. Il diabete è una patologia che coinvolge tutta la famiglia: è comune fra i genitori dei piccoli pazienti parlare di “diabete di tipo 3”, ovvero quello dei familiari di un bambino affetto da diabete, che vivono la gestione della malattia come fosse la loro».

Le complicanze a livello sessuale

Innumerevoli gli effetti e le malattie correlate al diabete, anche quelle legate alla sfera sessuale. «Il diabete — spiega Nicola Mondaini, Consigliere nazionale della Sia, Società italiana andrologia – ha effetti importantissimi nella disfunzione erettile che anzi nella grande maggioranza casi nelle persone più giovani è proprio un sintomo tipico del diabete. Altri sintomi che potrebbero far pensare al diabete sono l’eiaculazione retrograda e la fimosi del pene. Purtroppo gli uomini sono molto restii a rivolgersi all’andrologo e quindi è anche più tardiva la scoperta della malattia. Pochissimi co fanno una visita in assenza di sintomi e chi ha qualche disturbo aspetta anche fino a tre anni per prenotare una visita specialistica. Quello tra uomo e andrologo è un rapporto che va assolutamente valorizzato e promosso».

Prevenzione

E’ fondamentale eseguire il test per la misurazione dell’emoglobina glicata (HbA1c). Si tratta di un nuovo test che alcuni diabetologi utilizzano per diagnosticare e controllare la patologia. In pratica si considera l’emoglobina presente nei globuli rossi e la quantità di zucchero ad essa collegata. Maggiore è il valore e maggiore è la quantità di zucchero, il che incide sul rischio di soffrire di questa patologia (dopotutto il diabete è un aumento della concentrazione di zuccheri nel sangue). Cercare di prevenire la malattia è l’unica via per scongiurarla, ma per essere tranquilli, è sempre meglio fare un controllo specifico. Un ruolo fondamentale lo svolgono le farmacie: «Le farmacie operano sul territorio — ricorda Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm — ed è loro compito anche procedere ad azioni di prevenzione e assistenza alla popolazione, al fine di garantire l’effettiva presa in carico dei cittadini-pazienti, in stretta collaborazione con i medici di base e gli specialisti con un lavoro di rete organizzata. La Giornata mondiale del diabete è una ulteriore occasione per operare in tal senso e per dimostrare, ancora una volta, che il prezioso ruolo del farmacista è indispensabile per garantire i migliori processi di cura ai bisognosi».

Per tutti, arriva quel giorno nella vita in cui ti chiedi: “Ma è questa la mia strada?”

Seguire la nostra “vera vocazione” è un pensiero che si innesta in noi sin dal periodo adolescenziale, una vocina che ci ricorda che probabilmente non sta andando come vorremmo, spesso questa vocina la reprimiamo in un angolino della nostra psiche, spesse altre volte, questa vocina serve da catalizzatore per la realizzazione dei nostri obiettivi. Deve essere stata questa vocina che ha portato Jim Withers, dottore di Pittsburgh, a lasciare il comodo posto nel suo studio medico, per mettersi una tracolla sulla spalla con con medicinali e strumenti  essenziali ed andare in giro ad aiutare i senzatetto della città. 

Per il dottor Whiters era importante mettersi in gioco, trovare un obiettivo. Il suo era quello di sfruttare la sua laurea in medicina per aiutare chi alle cure mediche non avrebbe mai potuto accedere. In un sistema sanitario complicato come quello americano infatti, le cure spesso diventano un vero e proprio miraggio per le persone che non hanno un’adeguata copertura sanitaria. Neanche 30enne Whiters capì che fare qualcosa non era solo una scelta, per lui era un dovere. Un dolce obbligo che ha riempito la sua vita, pur non essendo facile all’inizio.
“Ero molto shockato dal numero di persone malate per le strade. Era come immergersi in un paese del terzo mondo” ha detto Withers. “Giovani, vecchi, persone con malattie mentali, donne in fuga dalle violenze domestiche, veterani. Ognuno ha la propria storia”.

Da  quel giorno di 26 anni fa, quattro notti a settimana gira per i quartieri della città per offrire il suo supporto a chi vive per strada. In questa avventura non è più solo però, i gesti d’amore sono contagiosi e da allora, sono decine i medici che si sono messi a disposizione per dargli una mano e girare con lui per i quartieri più poveri di Pittsburgh per aiutare chi ha bisogno.

E’ stata fondata anche la sua associazione, la prima di street medicine, termine coniato da dottor Jim. L’obiettivo è venire incontro a chi non ha una casa, non solamente con le cure mediche ma anche trovandola: adesso Operation Safety Net ha anche fondato un dormitorio, dando alloggio a più di 900 persone nella sola Pittsburgh. Ma non è tutto: in noventa paesi nel mondo sono stati gruppi di street medicine.

La fantastica storia del dottor Whiters ci ricorda ancora una volta, che non siamo mai troppo impegnati, stanchi o giustificati per fare qualcosa per il prossimo. In Italia il progetto Banca delle Visite sta facendo esattamente questo, avvicinare le persone in difficoltà economiche ai medici, e quindi alla salute. Già decine di italiani sono stati aiutati grazie alle donazioni di privati e medici che hanno offerto la propria professionalità pro bono. L’importante è accendere una miccia, poi il fuoco della solidarietà crescerà da sè.

Per maggiori informazioni sulla Banca delle Visite —> www.bancadellevisite.it