Si tiene in questi giorni a Bologna, fino a domenica 6 maggio, la IV edizione del Festival della Scienza Medica, dedicata al tema “Il Tempo della cura”.  Quattro giorni di incontri, conferenze ed eventi con protagonisti scienziati di fama internazionale, tra cui Premi Nobel, massimi esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, con l’ambizioso obiettivo di avvicinare e rendere accessibile al grande pubblico la cultura medico-scientifica.

Tra gli appuntamenti più interessanti c’è anche la presentazione di uno studio dell’Università di Bologna sulla “storia genomica degli italiani”, presentato dal prof. Davide Pettener, antropologo del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Univesrità di Bologna.

Secondo i risultati di questa ricerca, “gli italiani non esistono, sono solo un’aggregazione di tipo geografico”, spiega Pettener – “Abbiamo identità genetiche differenti, legate a storie e provenienze diverse, e non solo a quelle”.

Lo studio, che rientra in un progetto mondiale finanziato dalla National Geographic Society, ha creato una banca di campioni di Dna per tracciare la storia genetica degli italiani, e ha rilevato che “la variabilità genetica in Italia segue un cambiamento graduale non sull’asse Nord-Sud, bensì secondo una linea più longitudinale che separa la zona nord-occidentale da una sud-orientale”.

La storia genetica degli italiani, secondo questa ricerca, non è stata influenzata soltanto dalle migrazioni: anche l’adattamento alle diverse pressioni selettive è stato determinante, influenzando la suscettibilità a malattie diverse”. Così ad esempio, l’evoluzione delle popolazioni nell’Italia settentrionale è stata condizionata da un clima freddo, che ha reso necessaria una dieta molto calorica e grassa. Quindi la selezione naturale in queste popolazioni ha favorito la diffusione di varianti genetiche in grado di ridurre i rischi di malattie cardiovascolari e diabete.

“Clima diverso e innesti con altre popolazioni mediterranee – spiega Luigi Ripamonti dalle pagine del Corriere della Sera – hanno fatto sì che gli abitanti dell’Italia centro-meridionale mantenessero invece più diffusamente varianti responsabili di una maggiore vulnerabilità a tali malattie”.

E poi c’è l’analisi delle popolazioni isolate e della Sardegna: “ I sardi si differenziano da tutti gli italiani e gli europei, perché conserva le sue antiche tracce non avendo subito invasioni, e si è così differenziata dagli altri abitanti del continente, al pari dei baschi e dei lapponi”, spiega Pettener.

Una macchina del tempo che ci rivela da dove proveniamo e verso dove stiamo andando. Sfatando i falsi miti delle differenze tra Nord e Sud Italia.

Numerosi gli spunti di interesse sui temi di divulgazione scientifica per questa edizione del Festival delle Scienze. Un appuntamento a cui vi consigliamo, se siete dalle parti di Bologna, di non mancare.