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«Molte cose sono più facili per le persone autistiche di quanto non lo siano per le persone non autistiche», sosteneva Marc Segar, scrittore britannico e studioso di autismo e disturbi comportamentali.

Il 2 Aprile ricorre la Giornata Mondiale per la consapevolezza sull’autismo, che quest’anno cadrà fatalmente il giorno di Pasquetta. Negli ultimi anni, come da tradizione, le Amministrazioni di numerose città del mondo, come segno di attenzione e sensibilità su questo tema, illuminavano i monumenti di blu. “Ma quest’anno chi si occuperà di accendere le luci azzurrine su Montecitorio? E gli italiani, impegnati quel giorno nelle gite fuoriporta e in quelli immediatamente precedenti, ad aderire alla causa ovina contro la strage degli agnelli, come potranno davvero interessarsi ai problemi degli autistici fantasmi?”, si domanda e riflette il giornalista Gianluca Nicoletti, autore e coprotagonista del film “Tommy e gli altri”.

Innanzitutto diciamo che l’autismo è una condizione che riguarda circa 1 persona ogni 80 nel mondo. “L’autismo è un modo diverso di leggere il mondo”, fatto di percezioni diverse, spesso di difficoltà motorie e un dizionario sociale più limitato rispetto ai propri coetanei. Inoltre non è sempre facile riconoscere l’autismo perché ne esistono tante sfumature.

Diverse sono le terapie per persone con autismo, ma quella più efficace risulta essere ad oggi la terapia ABA (Applied Behavioral Analysis), basata su una scienza che analizza il comportamento per modificarlo verso il risultato atteso e che da oltre 30 anni è di beneficio per milioni di persone in tutto il mondo.

Per le persone con autismo vivere esperienze  con i coetanei  a sviluppo tipico rappresenta un’occasione unica per ricercare apprendimenti funzionali, per comprendere meglio il mondo e le sue regole e per generalizzare apprendimenti acquisiti in ambito abilitativo. Per questo in Italia numerose associazioni si occupano di supportare l’incontro e l’interazione tra persone autistiche e la realtà circostante.

Tra queste realtà che promuovono un intervento psicoeducativo individualizzato, abbiamo incontrato a Bari l’associazione DALLA LUNA, molto attiva nelle campagne di sensibilizzazione sul tema dell’autismo, che offre gratuitamente alcuni contributi di approfondimento online, come le interviste ai principali esperti internazionali di autismo e disturbi del comportamento, consultabili direttamente sul sito web dell’associazione www.dallaluna.it

Abbiamo parlato con il dott. Guido D’Angelo, psicoterapeuta ed esperto in disturbi comportamentali e autismo, e ci ha assicurato che le terapie di gruppo e ludiche tra bambini autistici e coetanei a sviluppo tipico sono importanti perchè «l’incontro con coloro che hanno un modo diverso di approcciarsi al mondo rappresenta una possibilità per accettare tutte le parti di sé e per far proprie strategie creative per interagire con persone diverse». In questa video-intervista il dott. D’Angelo intende sfatare i falsi miti sull’autismo e ci aiuta a individuare i sintomi per riconoscerlo.

L’autismo non è una malattia, ma una condizione naturale dello sviluppo – ha detto inoltre il prof. Lucio Moderato psicologo e psicoterapeuta di ‘Fondazione Sacra Famiglia’ e docente all’università Cattolica di Milano -. Ci piaccia o no siamo un po’ tutti autistici. Occorre sdoganare i pregiudizi, ricorrere a diagnosi precoci che consentano a questi ragazzi di potersi esprimere secondo la loro natura”.

 

Fabio Dell’Olio

 

 

 

Che ne sarà di mio figlio autistico quando non sarò più al suo fianco?“. Questa è la domanda che si pongono tanti genitori di ragazzi autistici e disabili in generale, preoccupati proprio come Gianluca Nicoletti, giornalista e scrittore, padre di un simpatico e riccioluto ragazzone di nome Tommy.

Sull’autismo in Italia non ci sono numeri ufficiali: “Quelli che possiamo registrare derivano dai dati raccolti da alcune Regioni, e si parla del 3-4 per mille” – riferisce Serafino Corti, ricercatore e membro del Comitato scientifico della Fondazione italiana per l’autismo.

Mancano i soldi, gli investimenti nella formazione degli insegnanti, il sostegno alle famiglie, i centri nel Sud Italia, le possibilità di lavoro: l’80% degli adulti autistici non ha un’occupazione. Non ci sono nemmeno dei dati precisi in merito alle diagnosi. Mamme e papà dei figli autistici devono affrontare anche il problema del lavoro. All’estero il 40% di queste persone lavora. In Italia è diverso.

Il giornalista Gianluca Nicoletti ha scritto due libri (Una notte ho sognato che parlavi e Alla fine qualcosa ci inventeremo) e prodotto un docufilm su questo argomento, “Tommy e gli altri“, un progetto ambizioso prodotto in crowdfunding, in arrivo prossimamente nelle sale cinematografiche. #tommyeglialtrifilm

Vogliamo che il nostro racconto sia veramente uno sguardo realistico sui cittadini  italiani autistici e sulle loro famiglie.ha spiegato Nicoletti – Il film dovrà rappresentare luci e ombre di una realtà che fino a pochissimo tempo fa era assolutamente indicibile“.

Tommy e gli altri” è un film in progress, come il sito Pernoiautistici, ma anche un film collettivo, perché saranno le famiglie a girarlo, offrendo la “soggettiva” del proprio ragazzo autistico e contribuendo così a svelare il suo mondo.

Quello di Nicoletti è un film necessario, perchè, oltre che portare le storie di umanità, gioia e sofferenza delle famiglie di questi figli “stralunati”, intende lanciare un progetto, Insettopia, per dare un tetto e spazi di lavoro e condivisione ai ragazzi autistici, che gli permetta di crescere con maggiore autonomia. Perchè la loro vita continui felice anche dopo la morte dei propri familiari.

Il 2 aprile si celebra la “Giornata mondiale di consapevolezza sull’autismo“, istituita nel 2007  dalle Nazioni Unite, con numerose iniziative e dibattiti in tutta Italia, piazze e monumenti che si colorano simbolicamente di blu.

La spesa media pubblica per ogni disabile in Italia è di 8 euro al giorno, siamo in fondo alla classifica in Europa per fondi destinati alle disabilità. E soprattutto mancano politiche nazionali capaci di uniformare i servizi e l’assistenza, le risorse cambiano da Regione a regione e a volte, da Asl a Asl. E così finisce che a farsi carico della presenza, l’assistenza, le cure siano sempre e soltanto le famiglie. E quanto spendono davvero gli italiani con parenti disabili? Solo i familiari alle prese con malattie degenerative come l’Alzheimer, 8 miliardi l’anno.