Articoli

PECHINO – Come apprendiamo in queste ultime ore, anche se a dire il vero molti esperti del settore avevano già preannunciato questa possibilità, l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha ammesso che il rischio globale di contagio del Coronavirus è alto. La comunicazione, avvenuta ieri, va a correggere la precedente dichiarazione che attestava il rischio a livello “moderato”, per un “errore di formulazione”. Si è deciso comunque di non etichettarla, ancora, come “urgenza di sanità pubblica di portata internazionale”. In passato utilizzata per epidemie come l’H1N1, Ebola e Zika.

In Cina la malattia sta continuando ad aumentare i suoi numeri. I dati ufficiali indicano 4.000 contagiati e 106 morti, è lecito pensare che il dato effettivo possa essere anche maggiore. È stata registrata anche la prima morte nella capitale della Cina, Pechino, dove un cinquantenne, stato a Wuhan l’8 Gennaio, ha contratto una polmonite che gli si è rivelata fatale.

Sui canali social intanto continua a crescere il malcontento verso il sindaco di Wuhan e il governatore dello Hubei, rei di aver sottostimato inizialmente la gravità del virus, che se contenuto immediatamente, si sarebbe potuto stroncare sul nascere. Anche i media di regime li hanno attaccati: passata l’emergenza, è probabile siano i primi a pagare.