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L’annuncio è di quelli “ad effetto”, ma la scelta di pubblicare un “Libro bianco” sulla Sanità regionale e raccogliere suggerimenti e proposte da parte di tutti gli attori del mondo sociosanitario, dai cittadini agli operatori, va nella giusta direzione. E’ stato appena presentata a Genova la road map sulla riforma della sanità ligure, che porterà ad una legge regionale che si ispirerà a quella della Lombardia, concepita anche con il saggio contributo dell’oncologo Umberto Veronesi.  Il nostro obiettivo è una sanità a chilometro zero, più integrazione tra sanitario e sociale, maggiore coinvolgimento dei medici di medicina generale“- ha detto l’assessore ligure alla salute Sonia Viale presentando il “Libro bianco” sulla sanità ligure.

L’Assessore Viale ha poi dichiarato in un’intervista all’Ansa: “Basta ospedali realizzati in base al colore politico di chi è al governo in questo o quel territorio, guardiamo alle esigenze effettive di tutti i liguri.  Il vento è cambiato, significa che ora trattiamo tutti i territori, da Ventimiglia a Sarzana, alla stessa maniera”.

Tra le nuove misure per la riforma della Sanità ligure c’è il potenziamento degli investimenti per il fascicolo sanitario elettronico (FSE), cui gli utenti potranno accedere da pc o telefonino con referti condivisi online, e con prescrizioni gestite via Internet. Misure che porteranno a ridurre chiaramente la spesa sanitaria regionale.

Annarosa Racca, presidente nazionale Federfarma, che conta 600 farmacie in Liguria, con 3200 addetti, sottolinea i vantaggi di una maggior informatizzazione. «Una ricetta su tre in Liguria oggi è elettronica – ha detto la presidente di Federfarma -. Vogliamo arrivare a livelli più elevati, così come sul fronte della fatturazione elettronica. Si possono migliorare i servizi e l’efficienza del sistema sanitario puntando sul ritiro dei referti in farmacia, su piattaforme informatiche per la prescrizione di prodotti per diabetici, celiaci e ossigeno liquido. Tutto questo porta migliori e cure e risparmi per la Regione».

Dubbi e perplessità però non mancano, soprattutto da parte di M5S e PD che in questa riforma intravedono un tentativo di “privilegiare nettamente la sanità privata a quella pubblica, superando addirittura il tanto decantato modello lombardo e guardando, semmai, agli Stati Uniti, dove curarsi è un privilegio per pochi”.

Sarà vera rivoluzione digitale? Anche se è vero che una rondine non fa primavera, il Sistema Sanitario Nazionale adesso guarderà con attenzione agli sviluppi del processo di riforma in Liguria. Almeno così si spera!