Scandalo in Premier League

In queste ore sta tenendo banco una notizia che sta facendo parecchio clamore nel mondo del calcio ma non solo. Il The Sun, testata giornalistica inglese di spicco, ha pubblicato un video risalente all’agosto scorso, in cui si mostrano alcuni tra i più importanti giocatori dell’Arsenal (squadra calcistica di Premier League), banchettare ad un festino con alcool e hippy crack.

Nel video, girato qualche giorno prima dell’inizio della Premier League nel Tape Club a Londra e alla presenza di una settantina di ragazze, si vedono i calciatori provare quella che viene chiamata “la droga di chi non si droga”. Non è infatti una vera sostanza stupefacente che lascia tracce nel sangue ma il gas esilarante (o ossido di azoto) usate anche come calmante per le anestesie: in Inghilterra il possesso non è illegale  ma è vietata la vendita ai minori di 18 anni se c’è il rischio che lo inalino.

Il vero problema è la combinazione tra l’inalazione di questo gas e gli alcolici (al party erano presenti anche vodka, scotch, champagne…): entrambi sono vasocostrittori e un’esposizione prolungata può provocare ipertensione o infarti.

Ma cos’è l’Hippy Crack?

Come già accennato in precedenza l’hippy crack bisogna chiarire che non è riconosciuta come sostanza dopante o illegale. Quindi non è stato commesso nessun reato, ma è certamente una sostanza che può creare reali problematiche alla salute.

Hippy Crack è il termine usato per l’eccesso di ossido di azoto, o gas esilarante. Di solito viene somministrato prendendo le piccole capsule di metallo usate nei vecchi contenitori di crema e perforando la parte superiore con un “cracker” e prendendo tutto il gas per riempire un grande palloncino. Il pallone a gas viene quindi inalato e tenuto in alto. L’effetto di stordimento dura solo per un minuto o meno, ma crea una pericolosa sensazione di assuefazione, che porta spesso a fare delle ulteriori inalazioni. Di qui l’associazione con Crack.

Winter is coming…lo sappiamo bene, ed i primi ad accorgersene sono stati i nostri piedi. Oramai abbiamo imparato bene a coprirci, le nostre case sono sempre ben riscaldate, abbiamo coperte, copertine plaid, tisane bollenti, pantofolone e cuscini riscaldati. Ma se c’è una regola scritta, è che appena ci mettiamo nel letto, i nostri piedi si congelano, non per tutti, ma sicuramente per molti di noi. E quando i nostri piedi riescono ad avere una temperatura quantomeno accettabile, ci pensa il partner a darci dei brividi di freddo sfiorandoci nel letto con i piedi con temperature simili agli 0 gradi.

Avvertire freddo alle mani e ai piedi è una sensazione molto diffusa, soprattutto per il sesso femminile. Le mani e i piedi freddi possono essere un disagio legato alla maggiore sensibilità verso il freddo ambientale. In altri casi meno frequenti rappresentano dei sintomi patologici ben precisi.
Dal punto di vista fisiologico, le mani e i piedi freddi sono il risultato da un fenomeno chiamato vasocostrizione o vasospasmo. In parole povere, l’organismo contrasta il freddo atmosferico riducendo l’afflusso di sangue alle periferie, in modo da ridurre la perdita di calore corporeo.

Ecco, noi di ScegliereSalute, ci teniamo che i vostri piedi siano sempre belli al calduccio e quindi abbiamo stilato questa lista di 10 semplici consigli, per riscadare al meglio le vostre “estremità”:

  1. Smettere di fumare – oltre a far sicuramente bene per la salute in generale, nello specifico la nicotina ha un effetto di vasocostrizione nel nostro sangue, che compromette la normale circolazione sanguigna. Lasciare le sigarette, vuol dire lasciar lavorare meglio i nostri vasi sanguigni, con un bel vantaggio per la nostra omogenea temperatura corporea.
  2. Bere alcool – ebbene si, in Russia ne sanno qualcosa, non a caso la vodka è la bevanda più venduta nel nord Europa per distacco ma….attenzione: il troppo storpia. Infatti è sufficiente un mezzo bicchiere di vino (sempre a patto che non faccia troppo freddo e che lo si faccia a stomaco non vuoto), per avere dei benefici nella circolazione sanguigna e della temperatura corporea.
  3. Sgranchirsi – Non è un caso che il freddo arrivi quando stiamo fermi, il non movimento fa andare il nostro corpo in stato di risparmio energetico, rallentando anche la circolazione. Sgranchire piedi e mani ogni tanto può ricordare al corpo che “ehi siamo vivi, vedi di darci un pò di sangue caldo!”
  4. Evitare alcuni sport – pensavate che fare dello sport fosse la panacea di tutti i mali? Quasi sempre, ma in questo caso no. Ci sono determinati sport come immersioni subacquee e ciclismo che possono essere dannosi nei mesi invernali. Nel ciclismo ad esempio durante la pedalata, il sangue defluisce per la maggior parte in cosce e glutei, lasciando le estremità con meno afflusso e quindi a rischio raffreddamento.
  5. Dieta – sappiamo che questa parola è un vero e proprio spauracchio per molti, ma una dieta corretta fa sempre bene, in Estate come in Inverno. Con alimenti che ci aiutano a gestire pressione bassa, anemia e disidratazione, il corpo ne gioverà in tutto il suo metabolismo, e quindi anche nella circolazione.
  6. Check up medico – spesso la problematica dei piedi freddi può dipendere anche da patologie di cui non siamo a conoscenza di soffrire. Per questo è importante fare sempre una visita di controllo per scongiurare qualsiasi problema. Possono causare tali problemi malattie come: ipotiroidismo, ateropatia periferica e sindrome di Rynaud.
  7. Non coprirsi troppo – strano vero? Ma coprirsi con 200 strati non da nessuna certezza di essere più caldi. Mettere troppi calzini ad esempio può creare una pressione troppo forte sul piede, tanto da provocare un rallentamento del flusso sanguigno e quindi sensazione di freddo. Insomma una giusta copertura può bastare. Diventare omini Michelin non migliorerà la situazione.
  8. Evitare il caffè – se siete degli amanti del caffè e ne bevete più di 3 al giorno, beh…non lamentatevi se avrete dei piedi freddi. Il caffè infatti, pur essendo eccitante è anche un potente vasocostrittore e rischia di lasciarvi senza il corretto afflusso di sangue nel corpo se ne abusate.

Insomma, piccole abitudini quotidiane che possono salvare i vostri piedi e spesso la vita dei vostri partner. D’ora in poi non lamentatevi se avrete i piedi freddo dopo questa guida. Del resto winter is coming, ma lo si può combattere!

I dati ufficiali parlano di più di 3 milioni di italiani affetti da problemi di asma. Questa tipologia di malattia è caratterizzata dall’infiammazione cronica dei bronchi dalla quale, una guarigione definitiva non è ad oggi possibile, ma grazie ad una terapia corretta e abitudini di vita adeguate se ne possono controllare i sintomi. Meno del 30% dei pazienti però, segue la terapia farmacologica, mentre il 56% usa i farmaci solo quando ha un attacco acuto. Il 12% non segue nessuna terapia specifica. Da diverse ricerche si è evinto che un quarto dei pazienti con asma  sottostima la reale gravità del problema che spesso porta ad un aggravamento della condizione, per negligenza o scarsa conoscenza. Spiega Giorgio Walter Canonica, responsabile del Centro di Medicina Personalizzata Asma e Allergie di Humanitas (Milano) e docente di Humanitas University. «In alcuni casi la non aderenza alla terapia è intenzionale, in altri è legata a inconsapevolezza: alcuni pazienti non conoscono la malattia e non sanno cosa rischiano se non si curano, l’educazione del paziente è molto importante, così come insegnare il corretto utilizzo degli inalatori bronchiali. Molti malati sono convinti di seguire la procedura corretta, ma non è così».

Come capire se ho l’asma?

Per diagnosticare l’asma vengono effettuati alcuni esami del respiro, che permettono allo specialista di capire il grado di infiammazione dei polmoni. Si tratta di esami non invasivi e non dolorosi: la spirometria (calcola la quantità di aria che entra e esce), la reattività bronchiale e l’ossido nitrico nell’espirato. Vengono poi fatti alcuni test per eventuali allergie: i prick test (ponendo gocce di allergeni sulle braccia); le Ige totali e specifiche per i singoli allergeni; l’allergologia molecolare (indagine su 300 proteine che danno allergia), alla ricerca delle cellule responsabili dell’infiammazione nei vari organi dell’apparato respiratorio e nel sangue. Nei bambini i segnali da osservare per un possibile esordio precoce dell’asma sono: la dermatite atopica in età perineonatale, eventuali allergie alimentari, rinite e successiva asma (che può comparire a qualunque età), ma anche il naso chiuso per tutto l’inverno o la rinite che si presenta in modo ripetitivo (nello stesso periodo dell’anno o nelle stesse situazioni, per esempio una stanza polverosa). Inoltre se un bambino ha uno o entrambi i genitori allergici ha una predisposizione genetica: in presenza di sintomi (tosse persistente, naso che cola, frequenti bronchiti, occhi che bruciano) è necessaria una visita specialistica.

Come posso avere maggiori informazioni?

Nel riconoscere il fondamentale ruolo nel web dell’informazione sanitaria in un’ottica di prevenzione dei fattori di rischio per la salute, la Campagna Medico Educazionale Nazionale ASTHMA TRAINING & TEENS lancia un nuovo portale per ampliare nella rete la conoscenza dell’asma, come riconoscerla ed affrontarla. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità 150 milioni di persone ne soffrono e le morti associate a questa malattia sono circa 180 mila ogni anno incidendo più dell’HIV abbinata alla TBC. Grazie al portale chiunque (giovani, genitori, insegnanti, sportivi, ecc) potrà approfondire questa patologia, ricercare i centri ospedalieri pubblici specializzati nella propria regione oppure contattare un medico docente volontario impegnato nell’iniziativa. Il progetto medico giunto alla II° edizione è motivato dalla crescita delle premature scomparse di giovani asmatici in molte regioni italiane.  Il Team di medici specialisti aderenti cresce ogni anno interagendo con i dirigenti scolastici ed assieme organizzano lezioni sull’asma bronchiale animando il portale web AT&T dove sono pubblicati nella prima pagina tutti i commenti dei dirigenti scolastici, degli insegnanti e medici che hanno sperimentato questa campagna. L’iniziativa senza scopo di lucro premia anche le Scuole italiane che si sono distinte per l’alto numero di studenti partecipanti allo screening medico al termine di ogni lezione. ASTHMA TRAINING & TEENS è patrocinata da SIAAIC, FEDERASMA e sostenuta oggi da Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite, Novartis Farma, GSK GlaxoSmithKline Industrie Farmaceutiche, Alk-Abellò S.p.A., Thermo Fisher Scientific, AstraZeneca, Stallergenes Italia, Teva Pharmaceuticals Industries Ltd Italia, Lofarma. In poco tempo l’iniziativa ha conquistato l’attenzione di tantissime scuole divenendo uno strumento di utilità sanitaria pubblica fondamentale per divulgare le terapie avanzate. Questo progetto ha evidenziato fin da subito che in Italia questo problema è sottostimato ed il numero reale di giovanissimi inconsapevoli di essere asmatici potrebbe essere il doppio rispetto a quello indicato dalle stime attuali.

 

Per consultare il portale https://campagnasanitaria.wixsite.com/asthmatrainingteens

 

Fonti: Corriere Salute

Tutto è iniziato con l’università e con la sua libertà: lunghe pause tra una lezione e l’altra, la sera a casa con gli amici, la libertà di non essere visto ed “odorato” dai genitori…è iniziata così la mia esperienza con le sigarette. Gli anni del liceo erano filati via senza alcun tipo di problema e senza che la tentazione di accendere una sigaretta. Mai una sigaretta fino a quel fatidico 10 Ottobre 2008 in cui decisi inconsapevolmente di fumare la mia prima sigaretta seduto su di una panchina fuori dell’area studio dell’università di Roma: era una Malboro Light, quella che andava e va per la maggiore tra i ragazzi perchè è figa e perchè tutti fumano quella. Dopo la prima sigaretta sono passate 4 ore e ne ho fumata un’altra e poi a nanna con quell’amaro in bocca e con quella sensazione di “maturità” nei polmoni. Ha avuto inizio così, quasi per gioco, la mia storia con la sigaretta e con il fumo.

La nicotina ha preso il sopravvento ed in pochissimo tempo mi ha reso dipendente: la dipendenza ovviamente trasformata dalla stessa nicotina in una sensazione di piacere e benessere fisico. Ogni occasione era buona per accenderne una specie se difronte ad una ragazza o in una situazione di tensione diventando di fatto una sorta di panacea di tutti i mali. La mia dipendenza ha raggiunto il suo apice circa tre anni fa in cui ero arrivato a fumare oltre 20 sigarette al giorno rientrando alle mie classiche cinque giornaliere dopo pochi mesi: i miei momenti di gioia ma soprattutto di tristezza erano caratterizzati da lei…la bionda.

La giustificazione per ogni sigaretta accesa era la solita “…beh ne fumo poche al giorno…” beh si in effetti ne fumavo poche ma ne ero comunque dipendente e non riuscivo ad andare a letto senza aver fumato la mia sigaretta serale o a finire un pranzo senza fumarne una. Avevo però sempre pensato di poter smettere quando avessi voluto senza alcun problema e soprattutto avevo fissato una deadline molto precisa: quando diventerò padre non toccherò più una sigaretta.

A gennaio 2015, a Parigi, scopro che mia moglie era in attesa da circa 4 settimane e che quindi di li a qualche mese sarei diventato papà. La dipendenza in un attimo sparisce e sotto l’Operà accendo la mia ultima sigaretta e butto il mio pacchetto di Malboro Light appena acquistato. Finisce così la mia dipendenza dalle bionde ed oggi, anche se alla fine non sono diventato più papà perchè qualcuno da lassù ha deciso che quella non doveva essere la volta buona, non fumo più!

Sapete che a distanza di poche ore dalla mia ultima sigaretta mi sentivo libero di abbracciare i miei cari senza il timore di “puzzare”, sapete che il giorno dopo avevo la pelle del viso molto più viva, sapete che tre giorni dopo sono andato a fare jogging ed ho corso 500mt in più rispetto alla mia distanza standard, sapete che il mio primo week-end di amici con la sigaretta l’ho passato dentro il locale in cui eravamo e non fuori, sapete che non ho mai più avuto voglia di fumare da allora e sapete che dovete smettere di fumare perchè ne vale la pena. Adesso lo sapete.